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Reuben Brothers, turismo di lusso sul waterfront genovese: “Qui per investire, ma ci piace essere coccolati”

Agli Stati generali dell'economia Gianluca Petrera, direttore Italia del fondo d'investimento, conferma l'interesse sulla città

Genova. “Stiamo facendo una serie di valutazioni su una serie di opportunità”, così Gianluca Petrera, direttore in Italia di Reuben Brothers, uno dei maggiori fondi di investimento internazionali, non smentisce l’interesse del gruppo britannico per il capoluogo ligure.

La dichiarazione, per quanto generica, è un buon segnale per il settore dello sviluppo del turismo cittadino. Questo perché, è Petrera lo ha lasciato capire, è questo il campo su cui Reuben Brothers sta puntando in Liguria. Nelle scorse settimane si è vociferato di un loro ruolo nel recupero dell’Hennebique, in porto, o nelle nuove darsene previste dal Blueprint.

Gianluca Petrera era tra i relatori al tavolo Infrastrutture Materiali nell’ambito degli Stati generali dell’economia a palazzo Ducale. E’ arrivato in ritardo (c’era già chi ipotizzava un forfait) ma è stato uno degli interventi ascoltati con più attenzione.

Perché? Lo spiega lo stesso Petrera: “Noi di solito facciamo operazioni da 200 milioni in su, ed è il caso della Liguria, però abbiamo bisogno di rassicurazioni perché non siamo un’istituzione caritatevole, e sono infrastrutture in grado di portare sviluppo e burocrazie che non allunghino troppo i tempi”. RB ha, per esempio, acquistato delle quote del porto di Sanremo, nel 2016.

“Noi puntiamo sul turismo, su strutture ricettive di altissimo livello, che possano offrire agli ospiti servizi blasonati, ma per fare questo non ci può essere una cattedrale nel deserto – continua il direttore Italia di Reuben Brothers – e non facciamo investimenti se non siamo accolti nella maniera adeguata, ovvero se siamo visti come investitori che veniamo solo per prendere e portare via, se invece l’investitore viene coccolato, sicuramente il nostro interesse non è contrastante con quello del territorio, ma allineato ad esso”.

Petrera ha lasciato il Salone del Maggior Consiglio confermando l’interesse e spiegando che “dettagli” saranno forniti quando “ci sarà qualcosa di concreto”.