Non extra

Prè, la comunità senegalese in piazza: “Noi contro illegalità, siamo parte integrante di Genova” fotogallery

Presidio a Prè oggi per “dire no alla mafia” nei luoghi simbolo, dopo l’operazione ‘Vicoli bui’

Genova. “Gli immigrati senegalesi sono parte integrante della città, vivono qui da molti anni, hanno figli, alcuni vanno all’università, e c’è una convivenza felice, a scuola, nello sport, nelle associazioni”. E proprio l’associazione dei Senegalesi di Genova è scesa in piazza oggi per “dire no alla mafia” con una manifestazione nei luoghi simbolo dello spaccio, balzati alle cronache nelle scorse settimane dopo l’operazione ‘Vicoli bui’ condotta dai carabinieri di Genova. Qui tutti i dettagli.

“I media parlano spesso di mafia senegalese ma è un fenomeno che non esiste – spiega Mamadou Bousso presidente unione immigrati senegalesiSiamo i primi a essere contro, e anzi siamo frustrati. L’associazione oggi vuole denunciare questi comportamenti offensivi nei confronti della comunità stessa, così come vogliamo sensibilizzare il nostro gruppo, perché non sia mai complice di comportamenti illegali. Il problema è che, però, hanno lasciato fare. Quasi tutti gli arrestati nell’ultima operazione – aggiunge ancora – non avevano la residenza a Genova, ma a Brescia, Bergamo e Torino. Lì i sindaci hanno ‘tagliato le gambe’ al fenomeno e loro si sono spostati di conseguenza. Noi possiamo anche dire basta, ma se li lasciano fare continueranno”.

Anche l’assessore Stefano Garassino ha “risposto” all’appello lanciato dalla comunità nei giorni scorsi che ne richiedeva la presenza in piazza. “Se c’è una posizione netta contro l’illegalità questa non attacca, in primis per sfatare che tutti ‘sono così’ e poi anche per migliorare il centro storico, perché meno illegalità c’è, più c’è il passaggio e si alimenta il turismo”, ha sottolineato l’assessore, che si è confrontato con i portavoce dell’associazione.

“Non siamo extra, ma dentro la città. Intesa come comunità”. Mamadou Bousso lo ha sottolineato più volte: “Durante l’alluvione i senegalesi hanno contribuito portando la loro solidarietà”. Più recente ancora, la presenza senegalese al corteo Ilva. “Molti di noi sono operai in quella fabbrica – spiega  – I senegalesi ormai non sono soggetti al di fuori della città, ma attori integranti. E anche per questo gli immigrati devono avere un ruolo nei progetti e dare un contribuito per il centro storico”.

E poi c’è la questione sicurezza che non interessa, al contrario del luogo comune, solo i genovesi. “Anche per noi è un argomento importantissimo, senza sicurezza non si può vivere bene”.

leggi anche
  • L'appello
    “No violenza, non siamo un bersaglio”, la comunità senegalese scende in piazza per ricordare Idy e le altre vittime africane