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Livello di guardia

Porto, i “camalli” sul piede di guerra: “Servono risposte o si rischia un capitolo brutto”

Genova. “Chi viene da lontano deve avere anche un indirizzo, deve andare ancora lontano, ma oggi siamo a un punto difficile”. Il console, Antonio Benvenuti, parte dal titolo del volume sulla storia dei camalli, scritto da un ex portuale, Aldo Velardita, per spiegare il momento, molto complesso, che la Compagnia Unica sta vivendo. “Siamo a un punto molto difficile, che presuppone che ci siano situazioni che possono anche diventare dirompenti e non risolvibili facilmente”.

Il Console si riferisce ai decreti governativi “che non stanno camminando velocemente – spiega – come le situazioni locali, con l’autorità di sistema che, mi aspetto, prenda delle decisioni sul lavoro ma che vedo che non sono ancora all’onice del giorno”. Il console chiede ai vertici di Palazzo S. Giorgio d affrontare temi come il lavoro, la normativa, l’organizzazione, assumendo i provvedimenti necessari al buon funzionamento della Compagnia. “La Compagnia funziona meravigliosamente bene – spiega – ma il nostro lavoro deve essere compensato, remunerato con la giusta tariffa. Gli squilibri possono determinare problemi nei nostri bilanci che non devono essere coperti, ma che devono essere conguagliati da chi non attua la normale deliberazione del comitato portuale”. Risposte che, per il Console, devono arrivare dal Presidente, dai Terminalisti, da Confindustria. Noi ci aspettiamo delle risposte – conclude – se non arrivano è un problema, rischiamo che si apra un capitolo brutto”.

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