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Nuova strategia

Piano sanitario regionale, Viale: “Il privato sarà controllato dal pubblico”, critiche dall’opposizione

sonia viale alisa

Genova. “Il piano socio sanitario prende atto delle criticità e individua come fare a superarle. Andiamo ad aggredire le liste d’attesa e la mobilità passiva con l’istituzione dei dipartimenti interaziendali, con il dialogo tra Asl e Cup regionale”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale presentando il piano socio sanitario a margine del consiglio regionale.

“Avevamo cinque Asl che erano repubbliche autonome e non dialogavano provocando disservizi e spreco di risorse – ha aggiunto Viale – con la riforma che ha impegnato tutto l’anno 2016 abbiamo ora delle leggi che secondo me sono tra le migliori a livello nazionale”. Viale afferma: “Abbiamo individuato una strategia per la realizzazione finalmente dell’ospedale di ponente a Genova e che non chiude nessun ospedale come fece il vecchio piano”.

Sulle polemiche per l’entrata dei privati nella sanità pubblica, l’assessore spiega: “Probabilmente i critici non sanno di cosa si sta parlando in quanto la legge nazionale prevede la possibilità di dare a gestione privata la sanità pubblica in quote che variano tra le regioni. Abbiamo ad esempio percentuali elevate in Emilia Romagna che è una regione governata dal centrosinistra, abbiamo una importante presenza in Lombardia , una quota anche in Toscana molto forte. In Liguria partiamo da zero ma di privato ce ne era tanto: ed era quel privato puro dove i cittadini andavano e pagavano di tasca propria. Noi – ha spiegato ancora l’assessore – vogliamo che ci sia un privato controllato, all’interno del sistema sanitario pubblico, dove il cittadino non paga perché è sistema sanitario pubblico”.

Sinistra Italiana si è schiera fermamente contro il provvedimento: “Va esattamente nella direzione opposta a quelle che sono le reali e complesse esigenze dei cittadini liguri in materia di sanità, salute e assistenza – dicono i consiglieri regionali Gianni Pastorino e Francesco Battistini – il piano presentato trova una sorta di continuità con i disastri di chi l’ha preceduta. Una continuità che è palesata maggiormente nel mancato rafforzamento del “pubblico” rispetto ad una sanità dei privati, da modello lombardo, che inesorabilmente sta prendendo quote di servizi sempre maggiori, con un finto risparmio per le casse regionali, e un depauperamento del servizio verso i cittadini, che sempre più devono sottostare a logiche di mercato piuttosto che di salute pubblica”.

“Siamo di fronte a un provvedimento dall’indirizzo molto vago, a tratti astratto, che si limita a indicare una serie di buone intenzioni ma non fissa obiettivi misurabili o un cronoprogramma chiaro e preciso. È un po’ come affermare che si vuole combattere la fame nel mondo o promuovere la pace nei popoli. Siamo tutti d’accordo, ma non ci dicono né come, né quando né con quali mezzi o risorse.” Questo il giudizio espresso da Andrea Melis, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Liguria.

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