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La protesta

Non Una Di Meno: “Basta con la violenza istituzionale per chi la violenza l’ha già subita”

Davanti al tribunale di Genova: "Serve formazione specifica e tempi della giustizia più rapidi"

Genova. Un presidio per dire basta a tutte le forme di violenza istituzionale che rappresenta spesso una seconda forma di violenza per le donne. A organizzarla il collettivo Non Una di Meno insieme al centro antiviolenza Mascherona: “Spesso il lavoro dei centri anti violenza viene ostacolato dalle legge ma soprattutto dai meccanismi processuali – spiega Laura Guidetti di Non Una Di Meno – come il fatto che il processo penale sia più lento di quello civile e come il fatto molto grave che spesso le donne non vengono prese sul serio. E così diventa veramente ipocrita spingere da un lato le donne a denunciare la violenza e dall’altro sapere che non otterranno giustizia”.

Non Una Di Meno chiede “formazione specifica per tutte le forze dell’ordine, per i legali e per la magistratura sui temi della violenza di genere e che sia progettata e realizzata in collaborazione con i Centri Antiviolenza; che in ogni presidio delle forze dell’ordine sia garantita la presenza di almeno un referente sulla violenza di genere sensibile e preparato adeguatamente; che la normativa preveda una specifica sezione dei tribunali per i reati legati alle violenze di genere; l’esclusione dell’applicazione dell’art. 162 iter del codice penale al reato di stalking ed ai reati legati alla violenza di genere; che non sia dato l’affido condiviso delle/dei figlie/figli nei casi di accertata violenza intrafamiliare”.

La formazione resta un nodo fondamentale: “Non è possibile essere tutti quanti vittime degli stereotipi della cultura maschilista – dice ancora Guidetti – e poi pensare di sapere ascoltare il dolore della violenza che le donne subiscono e dare le giuste risposte alle loro richieste”.

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