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Mense scolastiche, sindacati contro il “panino” pericoloso per occupazione e salute

Il settore da lavoro a circa 1200 persone, che potrebbero essere a rischio

Genova. L’avvento del pranzo da casa, il cosiddetto “panino” nelle scuole genovesi potrebbe essere un colpo molto forte sul comparto dei lavoratori delle mense scolastiche, circa 1200 persone che operano sul territorio genovese, il 90% delle quali sono donne. Un tema di cui si parlerà nell’incontro di venerdì prossimo, a Palazzo Tursi, tra Comune e Sindacati, che è stato affrontato nel corso dell’attivo dei delegati di Fisascat Cisl e UilTucs, che si è tenuto questo pomeriggio.

mensa

A preoccupare, infatti, sono le decisioni di giunta regionale e Comune di Genova che potrebbero aprire la porta al pasto da casa, come accaduto, un paio di anni fa a Torino. “Da un lato questo crea, a medio-lungo periodo, un problema di tipo occupazionale – spiega Giacomo Battistelli, di UilTucs – visto che a Torino c’è stato un calo del 40% dei pasti. Le differenze tra le due città sono molte ma la cifra è indicativa”.

Secondo i sindacati, però, il pasto da casa potrebbe portare anche a qualche rischio sanitario. “I bambini, spesso e volentieri, scambiano il proprio pranzo – continua Battistelli – ma non tengono in considerazione quelli che sono allergie o intolleranze. Uno scambio selvaggio, senza nessun controllo da parte di una figura adulta, potrebbe creare problemi anche da un punto di vista di responsabilità”.

Tra le possibilità avanzate dai due sindacati, quindi, l’internalizzazione del servizio di mensa, come già annunciato dal Comune di Genova e l’ipotesi di una maxi gara di appalto. “Sarebbe positivo e questa e una cosa che chiediamo da tempo – spiega Fabio Pellicani, di Fisascat Cisl – ovvero la possibilità di raggruppare in una gara d’appalto unica tutti i vari lotti, con una maggiore durata. Questo, infatti, permetterebbe di tenere sotto controllo le garanzie occupazionali per tutti”.

Tra i temi trattati nel corso dell’incontro sindacale anche il tema degli autisti, per il servizio di trasporto dei pasti che rischiano di essere esternalizzati e esclusi dai cambi di appalto.