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Il M5S a Tursi propone di rendere il giudice antimafia Nino Di Matteo un cittadino onorario di Genova

La delibera arriverà in aula nel prossimo consiglio comunale

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Genova. Con la proposta del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle arriverà in aula nel prossimo consiglio comunale una delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria di Genova al giudice antimafia Nino Di Matteo.

“Considerato che la Commissione Antimafia in missione in Liguria ha messo in risalto, nel Luglio scorso, come la criminalità organizzata a Genova ed in Liguria abbia infiltrazioni in molti settori – dice Luca Pirondini capogruppo del M5S in Comune e primo firmatario della proposta di delibera – conferire la cittadinanza onoraria di Genova al giudice Nino Di Matteo ha un valore, che seppur simbolico, sottolinea l’importanza della vicinanza che lo Stato deve sempre testimoniare a quei servitori dello stesso che con diligenza, passione e senso di responsabilità svolgono il proprio lavoro a contrasto delle mafie”.

Il giudice Nino Di Matteo è il magistrato italiano che ha indagato sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte. Negli ultimi anni numerose sono state le minacce di morte che ha ricevuto, in particolare quella di Totò Riina che, intercettato durante la detenzione, dichiarò: “A Di Matteo lo faccio finire peggio di Falcone”.

“Vogliamo dare un segnale forte, una presa di posizione della massima Istituzione genovese, che sottolinei come la lotta alle mafie ed alle infiltrazioni mafiose sia un presupposto fondante per creare una società migliore ed anche per restituire quella credibilità e quella fiducia che i cittadini hanno perso nei confronti delle Istituzioni e della politica – aggiunge Pirondini – Con il voto favorevole nel prossimo Consiglio, i consiglieri avranno l’opportunità di puntare una luce sull’enorme problema legato alle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio e di inviare alle mafie un messaggio di intransigenza e di non disponibilità. Mi auguro che la delibera passi all’unanimità”

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