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Riparte la protesta

L’Ilva torna in piazza e la Fiom ‘avverte’ la Regione: “Nessuna trattativa senza di noi”. Mercoledì lavoratori a De Ferrari

Domani assemblea a poi corteo, ma le manifestazioni potrebbero proseguire nei giorni successivi

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Genova. Si alza la tensione sulla vertenza Ilva. Domani l’rsu a maggioranza Fiom ha convocato un’assemblea retribuita dove spiegherà ai lavoratori che il Governo non ha convocato un tavolo ad hoc sull’accordo di programma su Genova come richiesto da istituzioni e sindacati il 9 ottobre scorso e ha fatto ripartire la contrattazione con Mittal nonostante i 4 mila esuberi (di cui 600 a Genova) e una serie di diritti da ricontrattare almeno in parte. Nonostante Fim e Uilm abbiano deciso di sedersi al tavolo della trattativa (i prossimi appuntamenti sono il 9 novembre per il piano industriale e il 14 per la parte ambientale), la Fiom domani porterà i lavoratori in piazza per difendere quell’accordo che a Genova ha salvaguardato in questi dodici anni stipendi e soprattutto posti di lavoro.

Intanto la Regione Liguria ha fatto sapere alla stampa che mercoledì 8 ottobre nel pomeriggio il governatore Toti, l’assessore Rixi e il sindaco Bucci saranno a Roma per incontrare il ministro Calenda. Nella nota viene spiegato che l’incontro “avviene dopo la richiesta formulata da Regione ed Enti locali di un confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico sull’accordo di programma di Cornigliano”.

Ma quell’incontro, rispetto al quale fra l’altro le istituzioni locali non hanno informato i sindacati, così come è formulato non piace alla Fiom genovese: “L’incontro al Mise lo abbiamo chiesto congiuntamente sindacati e istituzioni – commenta il segretario della Fiom Bruno Manganaro – e non si capisce perché Calenda inviti solo Regione e Comune e non noi o per esempio l’autorità portuale che è firmataria di quell’accordo”.

Per la Fiom “deve essere chiaro che quello non è un tavolo di trattativa perché la trattativa senza di noi non la si fa, quindi va bene se tornano da Roma con la data di un tavolo sull’accordo di programma, non se vanno per trattare alcunché”. E per chiarire la loro posizione i lavoratori dell’ulva potrebbero proprio mercoledì andare sotto la sede della Regione Liguria: “Magari in questo modo potremo avere delle informazioni – dice Manganaro – in alternativa la Regione potrebbe convocarci per spiegarci cosa andranno a dire a Calenda e poi riconvocarci per raccontarci cosa si sono detti”.

A stretto giro arriva la replica della Regione Liguria che precisa anzitutto che al tavolo siederà anche autorità portuale e spiega che “il tavolo, secondo quanto concordato tra presidente Toti e Ministro Calenda, servirà a una prima ricognizione circa lo specifico della situazione genovese e ligure e fa parte di un giro di incontri; il primo è stato con regione Puglia, propedeutico all’istituzione del tavolo istituzionale, annunciato dal Mise, che affiancherà il tavolo delle relazioni industriali in atto. È evidente che le istituzioni liguri, fin da mercoledì, portano sul tavolo la questione dello specifico genovese legato all’esistenza dell’accordo di programma per Cornigliano. Specifico che verrà ribadito nel tavolo istituzionale quando sarà convocato”.

Circa la scelta dei partecipanti ai singoli tavoli di confronto “è nota la posizione Mise, di voler separare le questioni puramente industriali e sindacali dalle ricadute istituzionali – fa sapere la Regione – Non è Regione Liguria a scegliere chi invitare ai singoli tavoli, a cui se invitati parteciperemo quali che siano le altre parti presenti, perché riteniamo fondamentali i canali di dialogo in questo momento complesso”.

“Guardiamo con preoccupazione alla spaccatura in atto nel mondo sindacale – dicono infine da piazza De Ferrari – e riteniamo inopportuni irrigidimenti e veti in un momento in cui una trattativa che sarà lunga e complessa è appena cominciata”.

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