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La Fiom replica al Mise: “E’ il governo che provoca tensione. Deve solo convocarci”. Toti: “No a spaccatura, ora serve moderazione” fotogallery

Genova. “Non capisco di cosa si stupisca il ministero dello Sviluppo Economico. Sono settimane che chiediamo un incontro sull’accordo di programma e la reazione alla mancata convocazione di questo tavolo con tutti i firmatari non può che essere lo sciopero e la lotta”. Lo ha detto il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro replicando così alle critiche del Mise che in una nota questa mattina ha parlato di “stupore e sconcerto” per la decisione della Fiom Genova” di bloccare le attività produttive a Cornigliano. Manganaro ribadisce che “questo stato di tensione è stato provocato dal Governo e la protesta si può fermare solo se ci daranno una data per un incontro su Genova”.

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Il segretario della Fiom risponde anche all’accusa, sempre contenuta nella nota del Mise, di mettere a rischio la trattativa nazionale: “Delle due l’una – replica Manganaro – o siamo così deboli come ci dicono tutti da non aver potere di incidere su alcunché tantomeno su una trattativa nazionale, oppure se non siamo deboli ci diano la data di un incontro sull’accordo di programma.Poi il Mise dovrebbe sapere che che il fatto che la trattativa nazionale possa saltare sarebbe una buona notizia per moltissimi lavoratori Ilva che non condividono questo percorso pieno di rischi e incertezze”.

Oltre all’attacco del Mise ad attaccare la Fiom sono anche i ‘colleghi’ di Fim e Uilm. Il segretario della Fim genovese Alessandro Vella parla di solita pantomima della Fiom per mettersi a posto con la coscienza che a tutto mira tranne che alla ricerca di soluzioni per i lavoratori e per il lavoro a Genova”. E Antonio Apa della Uilm afferma che “Una minoranza di lavoratori si è sostituita alla maggioranza dell’insieme dei dipendenti – scrive Apa – attraverso un atto intollerante, che non rappresenta un bel biglietto da visita nei confronti di Mittal e del Governo”.

Sulla spaccatura sindacale interviene anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “Non credo che una spaccatura nel mondo sindacale possa aiutare questa vertenza – ha detto Toti – credo invece che servirebbe grande sensibilità e grande prudenza da parte di tutti. Siamo all’inizio di una vertenza lunga e complicata che vede tutti in campo dalla stessa parte nella città di Genova e nella Regione Liguria a difendere l’accordo di programma, un accordo che prevede diritti e doveri per tutti, dalle aree ai livelli occupazionali. Io credo che Genova abbia in questi anni contribuito a un percorso, incassare i sacrifici fatti in passato e dettare le linee guida del futuro. Servono istituzioni locali coeve e lo siamo e mercoledì a Calenda diremo che quello è un buon accordo e che lo stabilimento di Cornigliano è uno stabilimento produttivo, che Ilva occupa aree pregiate del porto in grande espansione, vorremmo dall’altra parte avere dei sindacati che dicano la stessa cosa”

La richiesta d Toti è quella di “avere da un lato la granitica certezza di quelli che sono i nostri diritti e i nostri doveri ma di farlo con la moderazione di chi sa confrontarsi con le idee. il confronto è appena agli inizi, ci saranno ampi spazi sia per protestare che per applaudire. Non credo si debbano trarre delle conseguenze quando si è all’inizio di un percorso. Passo dopo passo si vede il cammino dove porti”