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Ilva, Rixi: “Non vogliamo un’altra Bagnoli”. Toti: “Ricorso è mina sulla strada della trattativa”

Il governatore: "A rischio migliaia di posti di lavoro"

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Genova. “Credo che in questo momento tutti debbano usare giudizio perché prima vengono i lavoratori, prima viene l’interesse della filiera dell’acciaio, poi vengono gli interessi delle forze politiche e di altro. Credo che in questo caso la Puglia abbia guardato né all’interesse dei lavoratori né all’interesse del Paese ma più semplicemente ha guardato a un interesse molto specifico all’interno di uno schieramento politico”. Lo ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi dopo lo stop alla trattativa sull’Ilva annunciato ieri dal ministro Calenda in seguito al ricorso al Tar presentato dalla Regione Puglia sul piano ambientalizzazione.

Ilva interni impianti

“Purtroppo a volte per le decisioni sbagliate di pochi rischiano di pagare in tanti e questo non è un bell’esempio che dà la politica. Mi auguro che ci sia ancora tempo di mediare. Da parte nostra – ha aggiunto Rixi – la trattativa con Roma è senza sconti sulla difesa dell’occupazione e dello stabilimento. La cosa che non vogliamo è rinviare sine die una prospettiva di sviluppo dei nostri stabilimenti. Il rischio vero è di trovarci in una situazione come Bagnoli che è ferma da una vita con tutti i lavoratori che non sono più dentro. Non lo accetteremo mai”.

Sull’Ilva è intervenuto anche il governatore Toti: “Non so se l’annuncio di Calenda sia una mossa tattica né tantomeno gliel’ho chiesto. Le considerazioni che ci siamo scambiati ieri telefonicamente sono comunque di grave preoccupazione per un ricorso al Tar che purtroppo è diventato un malvezzo della vita politica e della vita di impresa di questo Paese”. “Non credo che tutte le volte che non si è d’accordo ci si possa ridurre a un ricorso al Tar: è avvilente per la politica e per il Paese- ha proseguito Toti- ai tribunali amministrativi regionali sembra che si discuta l’alfa e l’omega della vita di questo paese”.

Ma, avverte il governatore ligure, “non si può lasciare ai giudici del Tar, che fanno il loro lavoro, decisioni su scelte importanti come quella di Ilva”. Il ricorso, per il presidente della Regione Liguria, è “una mina lanciata sulla strada di questa trattativa che potrebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, scoraggiare investitori che pur nel loro interesse avevano deciso di mettere risorse in Italia, e distruggere sul nascere una trattativa che, per quanto dura e tra posizioni molto differenti, sarebbe potuta addivenire ad accordi soddisfacenti”.

Per il sindaco di Genova Marco Bucci “come in tutte le cose bisogna sedersi a un tavolo e mediare, negoziare, dialogare e trovare soluzioni comuni. Quando si pensa di fare soluzioni in modi che riflettono un vecchio modo di pensare non ce la faremo mai. Dobbiamo avere un nuovo modo di lavorare tutti assieme, lavoriamo tutti allineati anche in cose difficili come questa. Se non ci sediamo al tavolo a lavorare assieme non ce la faremo mai”.