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Sciopero

Ilva, nella fabbrica occupata arriva la pizza: domani di nuovo in piazza fotogallery

Domani arriva a Genova il segretario nazionale Rappa

Sciopero Ilva 6 novembre

Genova. E’ arrivata la pizza per i lavoratori dell’Ilva che da questa mattina hanno occupato la fabbrica di Cornigliano. A guidare la protesta, ma occorre precisare che l’occupazione è stata decisa a maggioranza nell’assemblea di questa mattina, è la Fiom visto che Fim e Uilm non solo si sono dissociate dal sindacato maggioritario in Ilva ma hanno anche attaccato l’iniziativa bollandola come “irresponsabile”.

Alla pizza, gentilmente offerta da una pizzeria di Marassi, dovrebbero aggiungersi altre vivande che lo spazio sociale Utopia si è offerto di raccogliere e portare ai lavoratori.

Domani mattina a sostenere la battaglia della Fiom genovese arriverà il segretario nazionale Rosario Rappa. Oggi la Fiom nazionale ha sostenuto la battaglia di Genova in un nota: “L’iniziativa di questa mattina dei lavoratori di Genova di occupare lo stabilimento di Cornigliano dimostra che la Fiom non è isolata . dicono in una nota congiunta il segretario generale Francesca Redavid e il segretario nazionale Rosario Rappa – I lavoratori sono gli unici che possono isolare la Fiom, ma con la mobilitazione di oggi dimostrano esattamente il contrario.La Fiom ringrazia i lavoratori di Genova che con la loro iniziativa stanno mantenendo alta la mobilitazione per permettere l’avvio del negoziato per la vertenza Ilva”.

“Per la nostra organizzazione – prosegue la nota – è necessario che il ministro Calenda riveda la sua scelta di non convocare al tavolo sull’Accordo di programma tutti i soggetti firmatari.
Non è sufficiente aver congelato il procedimento ex articolo 47 per avviare il confronto. La vertenza per la cessione del Gruppo Ilva non è un fatto tecnico tra governo, azienda e sindacati: è un confronto da cui dipendono occupazione, produzione industriale e risanamento ambientale”.

Sciopero Ilva 6 novembre

Intanto dopo il blocco dei mezzi di questa mattina, lasciati senza chiavi e senza pressione, domani i lavoratori dell’Ilva scenderanno in piazza con i mezzi in direzione levante. I lavoratori chiedono al Governo un tavolo sull’accordo di programma di Genova in cui siedano tutti i firmatari di quel documento che nel 2005 sancì la chiusura degli impianti a a caldo in cambio di una tutela dei redditi e dei livelli occupazionali.

Intanto a Roma dopo la convocazione degli istituzioni liguri il pomeriggio dell’8 novembre, il 9 novembre si aprirà il tavolo nazionale che discuterà del piano industriale voluto da Ancelor Mittal e che ad oggi prevede oltre 4 mila esuberi di cui 600 per lo stabilimento genovese.

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