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Sindacati divisi

Ilva, la Fiom torna in piazza. Lunedì assemblea retribuita, poi la protesta

Manganaro: "Solo un tavolo su accordo di programma può tutelare i lavoratori genovesi"

ilva sciopero 5 giugno

Genova. Assemblea retribuita convocata dall’rsu (a maggioranza Fiom) dalle 8.30 alle 9.30 di lunedì 6 novembre. Poi saranno i lavoratori a decidere che fare ma appare scontato che in mancanza di una convocazione da parte del Governo con tutti i firmatari dell’accordo di programma di Genova i lavoratori dell’Ilva lunedì saranno di nuovo in piazza.

I sindacati però sono spaccati, come già accadde nel gennaio 2016 quando fu solo la Fiom nelle ‘tre giornate di Genova’ a guidare la protesta dei lavoratori fino a che il Governo non si convinse a convocare il tavolo per il rinnovo degli ammortizzatori sociali e dei lavori di pubblica utilità.

Oggi con la vendita a Mittal la situazione è più complessa. Se il gruppo franco indiano ha fatto aperture rispetto alla lettera di un mese fa sui contratti integrativi e gli scatti di anzianità, ciò non significa che saranno garantiti al 100%, ma che andranno discussi. E resta il nodo dei licenziamenti che valgono per tutti gli oltre 14 mila dipendenti del gruppo di cui solo 10 mila saranno assunti da AncelorMittal.

Ma dopo una parvenza di lotta unitaria nello sciopero del 9 ottobre, oggi Fim e Uilm hanno convocato un’assemblea per spiega perché a loro avviso si deve andare avanti con la trattativa romana, mentre la Fiom la pensa all’opposto: “Non è il tavolo nazionale che può tutelare i lavoratori di Genova visto che lì si parla soprattutto di Taranto e del piano ambientale – dice il segretario della Fiom Bruno Manganaro – noi invece dobbiamo parlare delle garanzie che quell’accordo fornisce rispetto all’occupazione e ai alari. E dobbiamo anche parlare delle aree per un milione di metri quatti di aree non si danno a Mittal se non pensa di assumere tutti i lavoratori genovesi”.

Domani i segretari di Fim e Uilm ribadiranno la loro posizione di apertura rispetto alla trattativa in una conferenza stampa, mentre la Fiom darà lunedì mattina la parola ai lavoratori. Ma la risposta sembra scontata. Così lunedì, come promesso dagli stessi sindacati davanti alla Prefettura il 9 ottobre, ci sarà di nuovo una lunga giornata protesta che avrà come obiettivo quello di ottenere una ‘chiamata’ per Genova.

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