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Rottura sindacale

Ilva, Cisl e Uil saranno al tavolo della trattativa: “Chi è assente ha sempre torto”

Ilva di Cornigliano

Genova. “Abbandonando i tavoli si lasciano soli i lavoratori”. Alessandro Vella, segretario di Fim Cisl, spiega così la decisione di partecipa al tavolo di trattativa per Ilva, convocato al Ministero per il 9 Novembre, assieme alla Uilm, tavolo al quale invece non parteciperà la FIom che, per quel giorno, ha convocato un’assemblea che potrebbe sfociare anche in una protesta.

“Noi abbiamo spiegato ieri, a un’assemblea di lavoratori molto partecipata – prosegue Vella – le motivazioni del perché, per trovare le soluzioni bisogna stare ai tavoli. Sapendo, però, che Genova ha la sua storia, ha un accordo di programma che ha visto la chiusura dell’area a caldo e che ci ha permesso, fino a oggi, e ci deve permettere, di continuare a guardare con positività le soluzioni per i lavoratori, sia dal punto di vista occupazionale che reddituale”.

Una posizione sostenuta, con forza, anche da Uilm che invita la Fiom di Genova a non disertare i tavoli nazionali perché sono il luogo dove si discute. “Tutte e tre le organizzazioni sindacali nazionali hanno convenuto di fare due incontri a Roma con governo e con Mittal – spiega il segretario della Uilm, Antonio Apa – uno il 9 novembre, sul nuovo assetto industriale, e uno il 14 sulla riqualificazione ambientale. Finalmente discuteremo il piano industriale, compresi gli assetti su Genova e la Fiom sciopera? Chi è assente ha sempre torto”.

Secondo Apa il problema della Fiom è solo uno: “Vorrebbe fare la mediazione al di fuori del tavolo ministeriale, ma questo è assurdo e non sarà mai riconosciuto dal ministro Calenda e da Mittal”. Ma Apa risponde anche a chi accusa Uilm e Fim Cisl di essere traditori. “Io non mi sento assolutamente un traditore del popolo – dice Apa – e loro dovrebbero rendere conto di tutte le promesse fatte in questi anni ai lavoratori che poi non si sono realizzate. Mi pare paradossale dare dei traditori a noi che portiamo a casa dei risultati, rispetto a loro che fanno mobilitazioni”.