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L'addio

Folla al tempio laico di Staglieno per ricordare Andrea Tosa, “la più bianca delle pecore nere”

Morto la scorsa settimana a 66 anni, è stata una voce sempre indipendente, storico esponente dei movimenti No Gronda e No Tav

Genova. Nonostante la chiusura dei cimiteri, si sono presentati in tanti per dargli l’ultimo addio. Controcorrente fino alla fine, Andrea Tosa, morto il 9 novembre scorso a 66 anni, storico sindacalista e radicale, ex consigliere comunale, battagliero esponente dei movimenti No Gronda e No Tav e da qualche tempo in forza alla formazione politica Chiamami Genova.

Circa 200 persone hanno riempito il tempio laico del cimitero monumentale. “Acqua pubblica” sulla bara, insieme alle bandiere No Tav e No Gronda. Un modo per ricordare Tosa insieme a quelle che erano diventate per lui vere e proprie ragioni di vita. “Fino forse anche a consumarlo – ha detto Clizia Nicolella, ex assessore ed esponente della sinistra alternativa genovese – Andrea esprimeva la solitudine del rivoluzionario e come rivoluzionario dobbiamo ricordarlo, perché ha dato tutto, anche se stesso. 40 anni di militanza avrebbero reso chiunque altro un ‘Solone’, lui no. Lui era sempre pronto all’azione”.

E’ stato uno dei commenti più commoventi e applauditi di una cerimonia che ha visto alternarsi politici, amici, colleghi, ognuno con un ricordo personale. C’è chi l’ha definito “la più bianca delle pecore nere”, chi ha sottolineato la sua vena da combattente anarchico, la determinazione, la coerenza, la ruvidezza, “vittima del potere strisciante, come tutti noi” (ha affermato un esponente dei comitati per l’acqua pubblica), “un uomo che era insieme a te… e che andava avanti prima di te”, ha affermato Andrea Agostini, Legambiente.

Bruco, il degrado del fratello minore

Alla cerimonia anche le istituzioni: l’assessore comunale al Personale Anna Viscogliosi (Tosa era un dipendente del Comune) e il capo della Polizia Municipale Franco Tinella. E poi politici di Rete a Sinistra, il collega di Chiamami Genova Paolo Putti (“Tutte queste facce oggi testimoniano la sua opera”), il pacifista Angelo Cifatte: “Sono convinto che ora riposa con un altro Andrea, don Andrea Gallo, con cui condivideva attitudine e iniziativa”.

“Ci ha insegnato che noi siamo corresponsabili del mondo in cui viviamo, le chiacchiere non cambiano le cose, Andrea ci ha insegnato l’azione, il rimboccarsi le maniche; ci ha insegnato che bisogna muoversi insieme”, le parole di un altro amico, Christian, che forse riassumono molto del carattere dell’uomo.

Alla fine della cerimonia, alcuni dei presenti hanno intonato un canto di Bella Ciao.

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