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Le prime parole

Entella, riecco Alfredo Aglietti: “La squadra è forte, può stare nella parte sinistra della classifica” fotogallery risultati

L'entusiasmo del tecnico toscano: "Non ho paura di mettermi in gioco e non deve averne la mia squadra"

Chiavari. Lunedì pomeriggio il primo allenamento, questa mattina la presentazione. Alfredo Aglietti è il nuovo allenatore dell’Entella in Serie B; subentra a Gianpaolo Castorina dopo 13 giornate di campionato.

Il tecnico toscano dichiara: “Sono tornato perché qua ho incontrato delle persone che mi hanno dato fiducia e sento la fiducia che c’è in me. Quest’anno, rispetto agli altri anni, secondo me la squadra è più forte. Indubbiamente ha una rosa con dei valori importanti. Questo non basta, perché i nomi sicuramente sono importanti ma poi in campo ci vogliono anche altre cose oltre ai nomi. Però se io prendo le rose di altre squadre credo che l’Entella sia sul livello di poter stare nella parte sinistra della classifica, indubbiamente. Dobbiamo avere calma, pazienza ma dobbiamo avere anche un pizzico di presunzione di poter risalire la classifica e far bene“.

L’immediato futuro è Avellino, mi aspetto di fare un risultato positivo – sottolinea il nuovo allenatore -. Già percepisco delle sensazioni positive. Io sono una persona che va anche a pelle, che sente situazioni positive ed altre meno; su queste mi carico anche. Vedendo lavorare i ragazzi, vedendo le loro facce ho la sensazione che potremo fare davvero bene. Poi questo chiaramente toccherà a noi. L’ambiente di Chiavari è straordinario, però è normale che non è come altri ambienti in cui magari hai trentamila persone allo stadio quindi sotto questo aspetto dovremo essere bravi ad avere una nostra mentalità, ad avere un nostro modo di attaccare le partite, però quello che mi aspetto chiaramente è di avere la massima disponibilità da parte di tutti i calciatori, ma già ieri ho capito che hanno voglia anche loro di fare un campionato di un certo livello“.

La prima trasferta di Aglietti alla guida dell’Entella fu proprio ad Avellino. “La prima la giocammo in casa con la Pro Vercelli – ricorda – poi andammo ad Avellino. Corsi e ricorsi, è una cosa curiosa perché io dovevo cambiare il telefono, non lo portavo mai perché avevo paura che me lo tenessero mezza giornata e ci potesse essere una telefonata e puntualmente è arrivata quando il telefono era lì. Altra cosa curiosa: avevo regalato a mio fratello una tuta dell’Entella… ‘Non me la metto mai’, mi ha detto, ‘oggi avevo la tuta dell’Entella!’. Quindi era destino, si vede“.

Io non ho paura di rischiare. Uno dei motivi per cui dico del valore della rosa è questo, perché probabilmente se ci fosse stata un altro tipo di rosa ci avrei pensato un po’ di più proprio perché qui avevo fatto bene e il ricordo era alto, anche se alla fine sarei tornato lo stesso. Però io non ho paura di mettermi in gioco, assolutamente, e non deve averne la mia squadra. Chi non si butta, chi non lotta non ottiene risultati – conclude Aglietti -. Credo che la filosofia deve esser questa, poi se le cose non vanno come devono andare pazienza, ci avremo provato”.

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