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Donna nega il riconoscimento del figlio al padre, i giudici annullano e chiedono nuovo test Dna

Sarà una super perizia a dirimere la vicenda di un bambino di 12 anni

tribunale genova

Genova. Sarà una super perizia a dirimere la vicenda di un bambino di 12 anni a cui la madre ha “negato” di conoscere la vera identità del padre. Lo ha deciso il gip Massimo Cusatti, nel corso dell’udienza preliminare, svolta a Genova, che ha nominato un medico genetista per prelevare campioni di Dna alla madre del bambino, al ragazzino e ai due presunti papà. I risultati arriveranno a dicembre.

La madre, una genovese di 45 anni, e il suo convivente sono indagati per alterazione di stato. La vicenda risale allo scorso anno ed è finita davanti a un pm dopo un controverso iter giudiziario civile. La vicenda comincia 12 anni fa quando la donna inizia una relazione extraconiugale e rimane incinta. Il convivente riconosce il figlio, consapevole secondo la procura di non essere il vero padre. Quasi subito, però, il papà biologico scopre che quel bimbo è il suo e chiede alla donna di riconoscerlo. La madre, difesa dall’avvocato Emanuele Lamberti, in un primo momento prende tempo ma passano mesi e il vero padre si rivolge al tribunale civile.

Il giudice dispone l’esame del Dna ma la donna rifiuta, cambia residenza e scuola al bambino per non farsi trovare. Viene nominato un curatore per il piccolo finché il padre non denuncia la donna facendo così partire l’inchiesta penale. Gli inquirenti riescono e prelevare un campione del piccolo e il Dna conferma la reale paternità.

A quel punto finiscono nel registro degli indagati la donna e il convivente. Il gip però ha annullato quel test e ha disposto un nuovo prelievo.

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