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Esposto

Dardo di balestra contro cinghiale a Marassi, il caso arriverà in Procura

Sarà depositato un esposto contro ignoti, l'ungulato intanto è scappato nei boschi, con la freccia ancora conficcata, ma potrebbe tornare

cinghiale dardo

Genova. Sarà depositato in procura, dalle guardie zoofile ambientali di Genova, un esposto contro ignoti per la vicenda del cinghiale ferito con un dardo di balestra, ieri, a Marassi.

Dell’animale, nel frattempo, si sono perse le tracce. Nel pomeriggio di ieri alcuni cittadini, dopo averlo trovato in un’aiuola dei giardini Lamboglia, hanno avvertito le autorità competenti. Sul posto, insieme all’esemplare ferito, ce n’erano altri due, sani ma turbati. Gian Lorenzo Termanini, capo delle guardie zoofile, ha provato a gestire la situazione ma non avendo a disposizione gli strumenti necessari – ovvero un fuciletto per sparare un narcotico e bloccare gli animali – ha dovuto desistere.

Sopraggiunto il buio i cinghiali sono scomparsi e questa mattina non si sono più visti. Le operazioni di ricerca e recupero partiranno di nuovo nel pomeriggio. Il gruppo di tre cinghiali è solito, ormai da settimane, fare capolino in quelle ore nella zona. “Si tratta di animali non tranquilli – spiega Termanini – è impossibile catturarli senza narcotico”. In caso di cattura con l’ausilio di una gabbia, l’ungulato sarebbe curato e poi liberato fuori città.

Il cinghiale ferito dalla freccia, comunque, dovrebbe cavarsela. Non è stato colpito in una zona vitale e quindi non rischia di morire ma la freccia conficcata, che si è già spezzata, potrebbe alimentare infezioni e provocare comunque sofferenze.

A preoccupare i cittadini della zona, oltre ai cinghiali liberi di scorrazzare, anche il fatto che ci sia chi si permette di girare per il quartiere armato di balestra (un’arma in libera vendita) sparando dardi come un Robin Hood di periferia qualsiasi.

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