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Il caso

Corrieri della droga, ma sfuggivano al caporalato, il tribunale di Genova sconta la pena a due immigrati

Ai giovani africani concesse le attenuanti generiche, erano stati sorpresi su un treno

tribunale di genova

Genova. Dai campi di pomodori nel Sud come braccianti al traffico di droga come corrieri. Una condizione di partenza, quella di sfruttati per pochi euro al giorno a fronte di un impegno ai limiti della sopportazione, che ha spinto il gup di Genova a concedere le attenuanti generiche a due uomini di origini africane di 29 e 26 anni, arrestati lo scorso aprile mentre trasportavano, dopo averli ingeriti, oltre 80 ovuli di droga ciascuno.

I due sono stati condannati a quattro anni e sei mesi l’uno, a fronte della richiesta del pm Federico Manotti di una condanna a sei anni e otto mesi. Il giudice, dopo avere visto le foto dei due giovani mentre venivano sfruttati nei campi mostrate dai legali in aula, ha deciso di applicare uno sconto di pena sostenendo in pratica che i due avrebbero iniziato a fare i corrieri della droga per sfuggire alle condizioni di schiavitù a cui erano ridotti dai caporali meridionali.

I due erano stati fermati lo scorso aprile alla stazione principe di Genova. Nel corso degli accertamenti era emerso che entrambi stavano trasportando oltre 80 ovuli di eroina e cocaina verso Milano. Dalle indagini era emerso che i due corrieri stavano viaggiando da Parigi, con gli ovuli in corpo, lungo la tratta Nizza-Ventimiglia e poi da Genova verso il capoluogo lombardo.

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