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Chiusura Rinascente, la domanda dei sindacati: “L’azienda mente?”, proclamate 32 ore di sciopero

Il sindacato mette a confronto le dichiarazioni dei vertici del gruppo fatte a luglio e quelle - più recenti - emerse poco più di una settimana fa

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Genova. “La Rinascente mente?”, è la domanda che si stanno facendo da poco più di una settimana fa tra i sindacalisti e le Rsu dei lavoratori dei grandi magazzini genovesi. Da quando, cioè, il gruppo ha comunicato la volontà di chiudere lo store di via Vernazza entro la fine di ottobre 2017.

I sindacati, in un comunicato, spiegano che: “Lo scorso 12 luglio, durante un incontro, l’azienda aveva dichiarato, in merito al punto vendita genovese: un fatturato in crescita del 3,8% su base annua, un aumento del volume delle vendite pari al 4,8%, la riduzione di un terzo della passività dai 700 mila euro del 2012 ai 230 mila euro del 2017. Si era parlato anche, a precisa richiesta dei sindacati, l’impegno alla rinegoziazione dei canoni di affitto con Carige, proprietaria dell’immobile di via XII Ottobre. Inoltre, proprio a fronte dei dati economici e della possibilità di abbassamento degli affitti, l’azienda esprimeva la volontà e l’impegno a proseguire l’attività sulla piazza genovese.

“Invece, lo scorso 9 novembre, dopo neppure 5 mesi da quell’incontro – dicono da Cgil, Cisl e Uil – ha comunicato direttamente ai dipendenti genovesi riuniti in plenaria la chiusura entro un anno del punto vendita; questo nonostante un incontro nazionale avvenuto pochi giorni prima e una richiesta di incontro da parte delle organizzazioni sindacali territoriali, in quel momento senza riscontro”.

La dichiarazione di questa scelta sciagurata ha avuto un così forte impatto sulla città, tale da mettere in moto un vero e proprio terremoto mediatico ed istituzionale, a sostegno dei lavoratori diretti, indiretti e dell’indotto. “Durante i passaggi immediatamente attivati da Regione e Comune, abbiamo assistito attoniti ad affermazioni dell’azienda in netto contrasto con quanto dichiarato solo pochi mesi prima: una su tutte, il rimangiarsi l’impegno a restare sulla piazza genovese. Ci ha lasciato ancor più sbalorditi la dichiarazione da parte di Carige di non aver più avuto contatti con Rinascente dal lontano 2013, se non per aver ora ricevuto formale disdetta di locazione dell’immobile”, si legge nel comunicato.

Oggi, le lavoratrici ed i lavoratori di Rinascente Genova, riuniti in assemblea, hanno dichiarato all’unanimità un pacchetto di 32 ore di sciopero e la richiesta di attivazione immediata di un confronto, anche con il coinvolgimento delle istituzioni, che porti al mantenimento del punto vendita ed alla salvaguardia dei posti di lavoro.

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