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Chiodo nel pane, la preside della Daneo: “Una bravata”, ma la commissione mense vuole vederci chiaro

La dirigente scolastica ha inviato un report alle forze dell'ordine dove si chiarisce che il "corpo estraneo" non è stato introdotto insieme al cibo

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Genova. “La faccenda è tutt’altro che chiusa”, Guglielmo Jansen, rappresentante della Commissione mensa alla Daneo non ci sta ad archiviare il caso del chiodo nella fetta di pane derubricandolo a “bravata da ragazzini”.

“L’impressione – dice – è che non solo non si sia fatta sufficiente chiarezza ma che da parte sia della dirigenza della scuola sia di alcuni dirigenti comunali si sia lavorato per coprire il problema”. Dubbi giustificati quelli degli osservatori – il collega di Jansen era presente quando la bambina di quinta elementare ha ingerito il chiodino, e racconta come la stessa si sia non poco spaventata – che preferirebbero che non ci si accontentasse di qualche testimonianza reperita in privato a dei minori.

Del caso, scoppiato tra l’ora di pranzo e il pomeriggio di ieri, si sono occupati sia i Nas sia la Polizia del commissariato centro. Saranno loro a decidere se il report fornito dalla dirigente dell’istituto comprensivo Michela Casereto, sarà sufficiente a mettere fine all’indagine. Anche Asl e Comune dovranno trarre le loro conclusioni.

“E’ vero, la bambina si è trovata il chiodo in bocca – ha detto Casareto, scagionando la ditta che si occupa della fornitura dei pasti per la mensa, la Cir – ma quest’ultimo non è arrivato a scuola all’interno del pane”.

Stamani, all’interno della scuola, sono arrivati in vista l’assessore alla Sicurezza e Centro Storico del Comune Stefano Garassino e il presidente del municipio Centro Est Andrea Carratù.