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Sotto esame

Carige, il giorno dell’aumento di capitale: avvertenze e rischi, titolo in calo

Banca Carige ancora sotto esame, mentre il titolo dopo la volata di ieri, stamani è di nuovo in ribasso.

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Genova. E’ il giorno di avvio dell’aumento di capitale di Banca Carige ( 560 milioni di euro), dopo l’approvazione del piano, ieri nel pomeriggio, da parte della Consob (ne abbiamo parlato qui) ma, quasi in concomitanza con la presentazione dell’ad Fiorentino, la pubblicazione del prospetto informativo svela un nuovo allarme: sono in corso tre attività ispettive sull’istituto bancario genovese, di cui una della Bce. Nel mirino l’attuazione del principio contabile IFRS9 (introdotto nel 2015 per misurare più correttamente il valore degli strumenti finanziari a bilancio); la profittabilità e il modello di business; la qualità dei flussi informativi interni ed esterni.

Banca Carige ancora sotto esame, dunque, mentre il titolo dopo la volata di ieri, stamani è di nuovo in ribasso.

Prima incognita: la parte non coperta dell’aumento di capitale di 135 milioni ( a fronte dell’impegno dei soci principali, Malacalza in primis che oltre a sottoscrivere la sua quota garantirà l’eventuale inoptato dell’aumento da 560 milioni “fino a un massimo di 69,48 milioni di euro”). Poi l’avviso riportato dalla stessa Carige sulle nuove regole europee Srep – sui requisiti minimi che le banche devono avere – che “espongono l’istituto al rischio di nuovi aumenti di capitale”. Si parla, cioè, di “ulteriori iniziative di rafforzamento patrimoniale” con “effetti negativi rilevanti sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria, nonchè sulla prospettiva della continuità aziendale della banca e del gruppo”.

Nelle pagine di avvertenze la banca sottolinea chiaramente che, “qualora anche una sola delle azioni sopra descritte di rafforzamento patrimoniale (aumento di capitale, Lme e cessione di asset) non si realizzasse o si realizzasse in parte… il gruppo potrebbe non essere in grado di ripristinare e mantenere i requisiti patrimoniali ad esso applicabili e, al verificarsi di tale circostanza, non si può escludere che l’Autorità di Vigilanza richieda ulteriori misure idonee a rafforzare la situazione economica”.

E non ultimo. i dubbi evidenti dell’Europa sulla tenuta della banca. La Bce, si legge nel prospetto informativo, “ha espresso incertezza in merito alla capacità di generare profitti”.

La capacità di “realizzare un piano di business sostenibile” è legata al miglioramento della redditività” che può richiedere “misure aggiuntive di contenimento dei costi”.

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