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Autostrada, i lavoratori levano il blocco e scrivono al Papa fotogallery

I lavoratori, dopo aver parlato con il vice prefetto, hanno deciso di togliere il blocco al casello di Genova Ovest

Genova. E’ stata consegnata a uno dei cappellani del lavoro di Genova la lettera che i lavoratori di Pavimental autostrade hanno inviato al Papa per rendere nota la loro grave situazione.

La missiva è stata data al cappellano poco prima dell’incontro in Prefettura. Intanto i lavoratori, dopo aver parlato con il vice prefetto, hanno deciso di togliere il blocco che da stamani teneva in scacco il casello di Genova Ovest.

Ecco il testo della lettera:

“Santo Padre,

siamo i lavoratori edili che operano nelle autostrade italiane. Il nostro posto di lavoro – circa 3 mila addetti in tutta Italia – è messo seriamente a rischio dall’applicazione di una norma del Nuovo Codice degli Appalti.

Siamo coloro i quali operano di giorno e di notte, di estate e di inverno, nei cantieri lungo le autostrade. Il nostro impegno quotidiano consente l’efficienza e la sicurezza per la mobilità di milioni di persone e della merce.

Senza lavoro perdiamo la possibilità di garantire alle nostre famiglie, ai nostri cari, una vita dignitosa.

Da tempo stiamo chiedendo l’intervento delle Istituzioni per porre rimedio a questa situazione ma al momento – nonostante l’impegno di alcune forze politiche – senza alcun riscontro.

Ci permettiamo di scrivere queste brevi righe poiché riteniamo molto attuali le parole pronunciate in occasione della Conferenza internazionale organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Noi siamo considerati merce. Siamo solamente numeri da essere sostituiti da altri numeri. Con costi inferiori ed in vortice al ribasso senza alcuna attenzione per la persona, la sua dignità e al conseguente progetto di vita.

Grandi poteri economici ritengono massimizzare utili e profitti, esasperando il guadagno immediato in funzione del dio denaro. Sostituendo persone con altre persone costrette a guadagnare un centesimo di meno.

Crediamo invece che il lavoro sia essenziale per la fioritura della persona ed anche una chiave dello sviluppo sociale. Il lavoro non è una mai una merce, né un mero strumento della catena produttiva.

Continueremo a difendere il nostro posto di lavoro.

Auspicando che parole di giustizia sociale siano ascoltate dalle persone di buona volontà delle Istituzioni, i migliori e sinceri saluti.

I lavoratori, le lavoratrici edili delle autostrade italiane”.