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Acqua e rifiuti, Genova tra le città più care d’Italia

Vessati soprattutto ristoranti - quasi 8000 euro all'anno - e pubblici esercizi, spiegano dall'osservatorio sulle tariffe

Genova. Il capoluogo ligure e la Liguria si confermano, ancora una volta, maglia nera per le tariffe di acqua e rifiuti, come emerge dal rapporto dell’ “osservatorio tariffe” della Liguria su rifiuti urbani e servizio idrico nel 2017. A Genova negli ultimi 5 anni si sono registrati rincari più forti che a Torino e Milano visto che, dal 2010 a oggi, le tariffe di acqua e rifiuti sono rincarate rispettivamente di quasi il 60% ed il 40%.

“Purtroppo siamo tra i primi a livello nazionale – spiega Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di commercio di Genova – e per questo le nostre imprese si devono fare carico di costi proporzionati rispetto ai colleghi di altre realtà”. Uno dei dati più eclatanti risulta quello della Tari per i ristoranti, a Genova, il conto annuale è di 7.930,00 euro, contro i 5.000,00 euro della media nazionale, dato che colloca il capoluogo ligure al quarto posto in Italia dopo Venezia, Napoli e Roma, così come difficile la situazione per gli albergatori.

“A parità di condizioni un albergatore può pagare – sottolinea l’economista Fulvio Bersanetti di Ref Ricerche – anche 10 volte di più in un comune rispetto a un altro, e questi sono costi che incidono sulla possibilità di un’impresa di stare sul mercato”.

Intanto la Camera di Commercio ha lanciato, prima in Italia, il servizio Energia PMI che mette a confronto le offerte dei principali fornitori di energia elettrica. “Ci siamo resi conto che sono davvero poche gli imprenditori – dice Maurizio Caviglia – che effettuano un’attenta valutazione e un confronto tra più operatori per scegliere il miglior fornitore di energia. Noi mettiamo a disposizione lo strumento per farlo”.