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Verdi: “Emergenza ungulati, oppure emergenza cacciatori?”

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Genova. Angelo Spanò, coportavoce metropolitano dei Verdi e Pierluigi Biagioni, Verdi area Tigullio, intervengono sul tema della presenza di cinghiali sul territorio.

“A nostro modesto parere – si legge nel comunicato – non si vuole risolvere la questione degli ungulati, introdotti per volere dei cacciatori, i quali sono portatori di voti, subito accontentati dai politici di turno, così oggi a farne le spese sono i nostri agricoltori e gli animali stessi. E’ inutile menar il cane per l’aia, se vogliamo risolvere il problema, in primis, dobbiamo proibire che cittadini e soprattutto cacciatori foraggino i cinghiali. Cacciatori traggono anche un beneficio economico da queste carni, a conferma di ciò basta recarsi nelle trattorie dell’entroterra, dove nei menù si possono trovare piatti a base di cinghiale, cinghiale che non proviene certamente da allevamenti, tutto ciò in barba alle leggi sulla sanità e relative violazioni fiscali, a questo proposito sarebbe auspicabile un controllo delle ASL e della Finanza”.

“Vale la pena di rilevare che sino a oggi – dicono Spanò e Biagioni – nonostante tutte le battute effettuate dalle squadre, queste pratiche non hanno fatto diminuire la specie, anzi la stessa è in costante aumento, grazie anche al sopraccitato foraggiamento, il quale non fa altro che aumentare l’estro delle femmine. Da anni suggeriamo di abbandonare l’uso del piombo e intraprendere quello della scienza che fornisce delle valide alternative, come si evince anche dall’art. pubblicato dalla Voce di Trieste, dove cita uno studio dell’Università di Bologna, il quale afferma che l’uso di repellenti olfattivi e gustativi, allontani i cinghiali sia dai centri abitati, sia dalle coltivazioni, facendo risparmiare denaro pubblico destinato agli agricoltori come risarcimento”.

“Per ottenere queste e altre informazioni – concludono i Verdi – non richiedono intelligenza, cognizioni né sforzo maggiore di quelli necessari per un’oretta di ricerca in internet. Forse è giunto il momento di cambiare i politici che, oltre ad essere cacciatori rivestono cariche politiche e dall’alto dei loro scranni remano a favore della caccia e non a favore degli agricoltori”.