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“Un terminalista sostiene Casapound”? Misterioso volantino in porto. Sabato corteo Anpi e presidio dell’assemblea antifascista

Gli appuntamenti di sabato: alle 15 a Brignole e alle 17.30 in via Serra

Genova. Un volantino contro CasaPound e contro il fatto che uno degli esponenti genovesi del movimento di estrema destra sia dirigente di un importante gruppo di terminalisti è stato affisso questa mattina praticamente ovunque in porto a Genova.

Il volantino firmato “lavoratori del porto di Genova, uniti nel lavoro senza differenze di pelle, lingua, nazionalità e religione” definisce il manager “caporione dei nazi-fascisti di Casapound”. Nel volantino si chiede fra l’altro un intervento da parte di Assoterminal, Confindustria e della stessa autorità portuale. E vengono formulate accuse molto pesanti nei confronti del gruppo in questione : “Si dice che in quel terminal circolano loschi figuri impegnati in loschi traffici” viene scritto fra l’altro.

Il volantino – sulla cui provenienza indaga la Digos – alza nuovamente il livello di attenzione in vista della manifestazione antifascista di sabato 28 ottobre indetta dall’Anpi e a cui parteciperanno decine di associazioni, sindacati e partiti. Il concentramento è previsto alle 15 ai giardini di Brignole per arrivare in Largo Pertini.

L’assemblea antifascista invece, che il 7 e il 14 ottobre ha organizzato due presidi -cortei davanti alla sede di Lealtà Azione si è data nuovamente appuntamento in via Serra alle 17.30 di sabato 28. Se alcuni dei militanti dell’assemblea antifascista parteciperanno al grande corteo dell’Anpi, molto probabilmente una parte del corteo promosso dall’Anpi potrebbe al termine allungare fino a via Serra dove ci sarà l’ennesima giornata di protesta.

Se di una vera e propria inaugurazione della sede di Lealtà Azione non si parla più, almeno per ora, la pressione delle manifestazioni e i conseguenti timori da parte dei genitori di alcuni bambini che frequentano le scuole degli scolopi in via Serra, sembrerebbero aver convinto i religiosi a valutare con i propri legali una rescissione del contratto con il movimento di ultra destra.

Anche in via Montevideo l’apertura della sede di Casapound anche dopo il caso-Multedo e le prese di posizioni antifasciste di Anpi, Cgil, Arci e associazioni, sembra destinata a slittare a tempo indeterminato. Ciononostante o, forse, proprio per questa ragione, gli antifascisti più radicali non fermano la loro protesta e ribadiscono in una nota: “Prima di ogni altra cosa, i covi fascisti non devono aprire”.