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Un pavimento antico fa slittare la riapertura della cremeria storica fotogallery

La cremeria di Via Luccoli è da sempre uno dei “luoghi del cuore” , ogni semestre raccolti i ricordi dei genovesi legati alla bottega storica

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Genova. E’ una mattonata del 1500 quella che separa, per fortuna solo temporaneamente, i buongustai genovesi dalla panna della tradizione. E’ stato infatti il ritrovamento di un pavimento antico, nel corso dei lavori per la ristrutturazione del negozio, a bloccare l’apertura della cremeria Buonafede, di Via Luccoli, una delle botteghe storiche cittadine specializzata in panna e “panera”, fatte secondo tradizione.

“I lavori si erano resi necessari perché uno dei nostri banconi, quello della gelateria, stava sprofondando – spiega Romeo Ghiotto, pronipote del fondatore di tutte le Cremerie Buonafede di Genova – per uno sfondamento improvviso. La scelta obbligata, quindi, è stata quella di intervenire immediatamente con un opera di ristrutturazione del negozio”.

Per avere i permessi dalla Soprintendenza, però, è stata richiesta la presenza di un archeologo che ha scoperto la pavimentazione. “Si tratta di una mattonata – spiega Ghiotto – che era il calpestio di porticati che esistevano in quella zona tra il 1500 e il 1600. Si tratta di un pavimento storico ma non di pregio, che è stato catalogato e messo in sicurezza e sopra è stata costruita una nuova struttura. Adesso attendiamo ancora due pareri tecnici da parte degli uffici per poter concludere i lavori e riaprire”.

Anche perché la cremeria di Via Luccoli è da sempre uno dei “luoghi del cuore” dei genovesi. “Noi raccogliamo in un diario, ne facciamo uno ogni semestre, i ricordi dei genovesi legati alla nostra bottega storica. E abbiamo scoperto quanto sia importante questo piccolissimo negozio per i nostri concittadini. Tra i tanti ricordi di infanzia ne abbiamo anche di ultra ottantenni che hanno raccontato come siano venuti qui con la mamma o il papà”.

Questa, infatti, è l’ultima Buonafede rimasta a Genova nel quale, oltre a Ghiotto, lavorano con grande passione anche i due figli che sono la quarta generazione. Una bottega storica che, nonostante la ristrutturazione, manterrà l’aspetto di bottega storica al quale sono abituati i genovesi. “Noi crediamo nel centro storico, crediamo in Genova che sta diventando una città turistica e per questo continuiamo a portare avanti questa tradizione”.