Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Tratta, 40 persone seguite nel 2017 a Genova. Mercoledì 18 Giornata Europea

Un servizio essenziale portato avanti da Terzo Settore e Regione Liguria. In tutta Italia, palloncini gialli per manifestare la propria adesione.

Genova. Si celebra Mercoledì 18 Ottobre la 11a Giornata Europea contro la Tratta per sensibilizzare i cittadini alle sofferenze delle persone vittime di tratta e portare a conoscenza i servizi attivi per sottrarle allo sfruttamento.

Per celebrare la Giornata, anche quest’anno il Numero Verde Nazionale propone di liberare nell’aria un palloncino giallo con l’hashtag #LIBERAILTUOSOGNO, simbolo delle libertà negate di bambini, donne e uomini portati con l’inganno dal loro Paese di origine in un altro e qui sfruttati, con la prostituzione, il lavoro schiavizzante, l’accattonaggio forzato, il traffico di organi.

A Genova sono state più di 40 le persone seguite dall’inizio del 2017 (11 solo dal 1 Agosto) attraverso un primo contatto al numero antitratta e il successivo aiuto concreto, con un grande impegno degli Enti di Terzo Settore e di Regione Liguria per dare continuità al servizio anche nei mesi in cui non è stato possibile avvalersi di finanziamenti nazionali.

Nel capoluogo ligure, infatti, il Numero Verde Antitratta 800-290-290 ha riaperto ufficialmente da agosto scorso. Nei mesi precedenti, tuttavia, il servizio è stato garantito da una numerazione locale, in collaborazione con Regione Liguria, grazie all’impegno di diversi enti di Terzo Settore riuniti in una apposita ATS (Associazione Temporanea di Scopo): Fondazione Auxilium, che è ente capofila, Consorzio Sociale Agorà, Afet Aquilone, Comunità San Benedetto al Porto, Coop. Soc. Aurora, Coop. Soc. Il Biscione, Coop. Soc. Il Dono, Coop. Soc. Il Melograno, Coop. Soc. In Cordata, Camilliani – Chierici Regolari Ministri degli Infermi.

A Genova hanno chiesto aiuto soprattutto donne (38 persone su 40) provenienti dall’Africa, ma il fenomeno della tratta riguarda anche persone di altra provenienza, specie le donne balcaniche, anche minori.

Dopo il contatto telefonico, la persona viene inserita in un percorso finalizzato accoglierla in strutture protette in caso di pericolo per poi accompagnarla al riconoscimento della condizione di svantaggio e della forma di protezione internazionale più consona (in collaborazione con la Commissione territoriale per i Richiedenti Asilo) con l’obiettivo di promuoverne l’integrazione, attraverso il lavoro sociale e la mediazione interculturale.