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Tassisti abusivi, l’idea del Comune di Genova: sanzionare anche i clienti

L'idea suggerita dal Pd. Tursi e associazioni di categoria chiedono alla Prefettura una soluzione di contrasto interforze

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Genova. Sanzionare i tassisti abusivi ma anche i clienti che, affidandosi a questi autisti, contribuiscono alla crescita del fenomeno. E’ stata questa l’ipotesi avanzata dal vicesindaco, Stefano Balleari e dall’assessore alla sicurezza Stefano Garassino, nel corso della commissione dedicata al tema. Ipotesi corroborata anche dalla richiesta, da parte di Alessandro Terrile, consigliere Pd, di un’ordinanza del Sindaco, proprio in questa direzione (Terrile cita anche l’esempio del Comune di Caserta che “eleva multe da 100 euro a chi sale su taxi abusivi. Non mi interessa neanche di colore politico sia”).

Anche perché si tratta di un fenomeno che è raddoppiato in soli 5 anni: dai 40 autisti del 2012 si è passati ai circa 80 abusivi del 2017 ampliando anche la presenza nei vari quartieri genovesi. Se prima si trovavano auto abusive tra Sampierdarena, Cornigliano e Stazione Marittima, oggi si parla anche di Aeroporto, Corso Italia, Sturla, Principe, De Ferrari e Piazza Dante.

La Multipla grigia e le altre. Tutte auto che sono state minuziosamente racchiuse in un vero e proprio dossier con tanto di fotografie e targhe. Molte note da tantissimo tempo sulle strade, come la famosa “Multipla” grigia, vero incubo dei tassisti regolari, o l’autista di Sestri Ponente, che opera in maniera sistematica davanti alla stazione ferroviaria. A portarle in aula sono stati i rappresentanti dei tassisti genovesi che hanno anche raccontato il loro forte malcontento.

Bruco, il degrado del fratello minore

La pazienza degli autisti genovesi, 869 tali conto i circa 700 di città come Firenze e Bologna, sta infatti arrivando al limite tanto che, anche in aula, si è paventato il rischio per l’ordine pubblico. Anche perché gli abusivi non solo continuano a operare in via, sopratutto la sera all’uscita delle discoteche, ma ostentano anche una certa strafottenza visto che si tratta di reati solamente amministrativi che, tra l’altro, sono particolarmente difficili da contrastare.

I taxi “etnici” e il sistema dei contrassegni. Tra i problemi più sentiti c’è quello della forte connivenza tra autista e passeggero, soprattuto per quello che riguarda i taxi “etnici” che hanno una rete di contatti e numeri di telefonici a seconda delle diverse nazionalità. “In alcuni casi – ha spiegato il vice comandante della Polizia Locale Maurizio Rametta – ci sono addirittura sistemi di pagamento in contrassegno, con una sorta di abbonamento che limita lo scambio di denaro, che è prova del reato”.

La polizia municipale ha anche creato una piccola task force, con agenti in borghese, per contrastare ma si tratta di un fenomeno molto subdolo. E se qualche risultato si è ottenuto con interventi di deterrenza, come i controlli accurati delle auto segnalate, delle patenti, della documentazione, ma questo ancora non basta.

Comune di Genova e rappresentanti dei tassisti, quindi, chiederanno l’apertura di un tavolo in Prefettura per creare una soluzione di contrasto interforze che permetta di intervenire anche a Carabinieri e Polizia.