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“Rivoluzione” in porto, i “camalli” avranno il badge

E’ una delle misure chieste da autorita di sistema portuale per il via libera all’autorizzazione per I prossimi due anni.

Genova. Uso del “badge” per segnalare ingressi e uscite nei terminal, una maggiore stretta sui temi della sicurezza, con la possibilità di pagamento di sanzioni, ma anche una maggiore velocità da parte dei terminali sti nel pagamento delle fatture. Sono queste alcune delle novità presentate dall’autorita di sistema portuale che ha approvato la proroga dell’autorizzazione per altri due anni, per la Culmv.

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“Abbiamo accordato la proroga – ha spiegato il Presidente, Paolo Emilio Signorini – sulla base di alcune considerazioni. In primo luogo perché perché c’è lavoro in porto, aumentano le giornate lavorate dalla compagnia e aumenta la formazione. Abbiamo però subordinato questa proroga al fatto che vengano rispettate, da parte dei soci della compagnia che operano presso i terminal, alcune norme”.

“In primo luogo il rispetto degli orari di lavoro e, In secondo luogo, la sicurezza, che erano richieste molto sentite dai terminalisti. Il mancato rispetto di queste norme sara’ sanzionato con alcune sanzioni che vengono comminate dal terminalista e che la compagnia imputa al singolo socio inadempiente”.

“Dal canto loro i terminalisti si impegnano a pagare, con maggiore sollecitudine, per i casi che si sono verificati di eventuali ritardi”. Entro tre mesi la compagnia dovrà presentare un piano d’impresa che deve garantire la messa in sicurezza dell’equilibrio economico-finanziario, pena l’avvio di un procedimento che potrebbe portare anche alla revoca dell’autorizzazione.

“La compagnia, quindi, prendera’ alcuni impegni per poter ottenere dall’autorità portuale interventi finanziari – prosegue – che coprano i costi di formazione e costi di accompagnamento alla quiescenza. La compagnia, quindi, interverrà sulla razionalizzazione della struttura e, con i terminalisti, con riferimento alla produttività – ha concluso Signorini – fissera’ una tariffa che possa assicurare l’equilibrio economico-finanziario”.

Il comitato di gestione ha anche approvato il via libera alle procedure di indennizzo, per un impegno di 5 milioni di euro, dei proprietari della palazzina ex Gheia, di Porto Vado, nell’area di costruzione della piattaforma, che hanno scelto di cedere i loro immobili.
La palazzina, secondo il piano operativo triennale doveva, essere destinata ai servizi al porto di Vado.