Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Oleodotti, la petizione di Altraliguria per considerarli “a rischio incidente rilevante”

Il testo indirizzato al presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini chiede l'inserimento delle condotte nella "Seveso III"

Genova. Una petizione on line indirizzata alla terza carica dello stato, per promuovere l’allargamento anche per gli oleodotti dell’ombrello della copertura della Seveso III, la legge che ha introdotto nel nostro ordinamento le direttive europee sulla sicurezza ambientale degli impianti industriali.

Come è noto, infatti, le grandi industrie, se utilizzano o elaborano materiale pericoloso sopra determinate quantità sono considerati impianti R.i.r, cioè a rischio di incidente rilevante. I depositi Iplom di Fegino sono un esempio: per legge l’azienda deve disporre un Piano di Emergenza Interna, per gestire criticità legate ad incidenti, mentre prefettura e istituzioni varie devono redigere ogni tre anni un Piano di Emergenza Esterna, per gestire la sicurezza della popolazione ed efficientare al massimo i soccorsi, anche ambientali.

Questo regime di tutela particolarmente rafforzato, non vale ad oggi per gli oleodotti, che non sono considerati impianti industriali a rischio di incidente rilevante, nonostante l’esperienza ci insegni diversamente.

Da qua arriva la richiesta di Altra Liguria: “Nella città di Genova, ma presumiamo in tutta Italia, tali infrastrutture convivono spesso in contesti altamente urbanizzati – si legge nel testo della petizione – e l’obbligo dell’applicazione di tale normativa potrebbe scongiurare incidenti disastrosi quali quello occorso a Genova essendo le prescrizioni in materia di manutenzioni e messa in sicurezza molto più restrittive rispetto alle normali normative”.

Secondo Altra Ligura, ma anche secondo il Comitato dei Cittadini di Fegino, che da dopo l’incidente di Fegino sono in prima linea anche sul fronte normativo: “Le definizioni, ai sensi della normativa Seveso che permetterebbero una interpretazione estensiva dell’ambito di applicazione della stessa:
secondo la lettera a) comma 1 articolo 3 dlDLgs 105/2015, anche le infrastrutture connesse all’impianto, come ad esempio gli oleodotti al servizio di depositi e raffinerie, possono, secondo una interpretazione letterale della norma, essere soggette alla normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante compreso il piano e programma ispezioni”.

Ma non solo:”La giurisprudenza riconosce un’interpretazione estensiva dell’ambito di applicazione della stessa, infatti, il Consiglio di Stato sezione IV sentenza n. 371 del 2015, ritiene necessario valutare anche il rischio oltre l’area definita dalle curve di danno del RIR”.

Oltre a ciò, la petizione, disponibile sulla piattaforma Change.org, chiede al Presidente della Camera di adoperarsi affinché il ministero applichi una legge del 1934, mai applicata fino in fondo, che prevede lo spostamento e la rimozione delle tubature dai letti dei fiumi.