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Obbligo di ritirare i figli a scuola fino a che non compiono 14 anni, Quaranta interroga la ministra Fedeli

Il deputato genovese di Articolo 1 chiede alla responsabile del dicastero come fare per non oberare genitori e insegnanti di responsabilità

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Roma. Il deputato di Articolo Uno Stefano Quaranta ha depositato oggi un’interrogazione alla Ministra dell’istruzione Fedeli per chiedere quali iniziative intenda prendere a seguito della sentenza della Cassazione che ha confermato come sia responsabilità della scuola e dei genitori vigilare sugli alunni fino a 14 anni anche all’uscita delle lezioni.

Nel testo il deputato di Articolo Uno chiede alla Ministra l’impegno a “risolvere questa problematica, in modo da far sì che si riesca a conciliare l’incolumità dei nostri figli, senza dare un carico di responsabilità eccessivo ai dirigenti scolastici e agli insegnanti e senza stravolgere la vita dei genitori, che molte volte fanno sacrifici e non hanno nessuna possibilità di lasciare il posto di lavoro per recarsi agli istituti scolastici”.

“Purtroppo si torna a parlare di scuola sull’onda dell’emergenza di una sentenza che ha gettato nel panico insegnanti e genitori – spiega Quaranta – sarebbe opportuno come prima cosa riconoscere il ruolo e la professionalità di tanti insegnanti che giornalmente devono fare fronte a situazioni incredibilmente difficili (in moltissime scuole insegnanti e genitori si tassano per comprare il necessario per potere svolgere le lezioni…), allo stesso tempo molti genitori non hanno la possibilità di andare a prendere i figli a scuola. La questione – continua il deputato – non può essere risolta con una sentenza o con l’applicazione del codice penale che afferma che «per i minori di 14 anni è prevista una presunzione assoluta di incapacità», quindi, «chiunque abbandona una persona minore di anni 14 della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni».

“Mi aspetto dalla Ministra Fedeli l’impegno, per quanto di sua competenza, a trovare delle risposte efficaci – conclude Quaranta – perché non è certo con una direttiva come quella mandata a tutti gli istituti dal suo Ministero che scarica sulle spalle di insegnanti e genitori la responsabilità della sicurezza degli alunni che si risolve la questione”.