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A Multedo nasce un comitato per l’accoglienza profughi. Tursi alla Prefettura: “Smistarli anche fuori Genova”

Bucci: "Abbiamo in mente un progetto complesso, ma è chiaro che noi ne abbiamo troppi e altri comuni nessuno"

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Genova. “Siamo un gruppo di persone di Multedo, Pegli e diversi quartieri del ponente, di varie età, estrazioni sociali, appartenenza politica, religiosa o più semplicemente gente comune. Crediamo che l’accoglienza dei migranti sia un valore fondamentale dell’essere umano e per questo ci stiamo incontrando per poter offrire al loro arrivo un ambiente solidale e sereno”.

Comincia così il volantino che viene affisso e distribuito in queste ore a Multedo e nei quartieri del Ponente ad opera di una gruppo di cittadini che non ci sta a sentir dire che Multedo è diventato un quartiere razzista dopo le polemiche sull’apertura del centro di accoglienza all’ex asilo Contessa Govone che dovrebbe ospitare 50 richiedenti asilo.

E così hanno formato un gruppo anzi un vero e proprio “comitato di accoglienza” e chiedono “a tutti i cittadini di Multedo e dintorni che condividono questo pensiero” di contattarli affinché i profughi – quando e se arriveranno – non siano lasciati soli ma trovino “un ambiente accogliente e solidale”.

Intanto domani sulla questione profughi a Multedo sarà una giornata importante anche se probabilmente non si arriverà già a una soluzione definitiva.

A palazzo Tursi a partire dalle 15 il sindaco, il prefetto Fiamma Spena, don Giacomo Martino direttore dell’ufficio Migrantes della Curia, il municipio e una delegazione del Comitato di quartiere si confronteranno per tentare di trovare una mediazione. L’idea della giunta è quella di arrivare a un soluzione che prevede che quantomeno solo una parte dei 50 profughi che devo essere trasferiti dalla Fiera (ora si trovano al seminario al Righi in via temporanea) a Multedo e in parte vengano invece collocati in altri comuni della città metropolitana. Il sindaco Bucci spera insomma che trattandosi in fondo di un piccolo numero da ridistribuire, una soluzione condivisa la si trovi.

“E’ un dato di fatto che si possano trovare collocazioni alternative magari per un certo numero di persone e che Genova ribadisca che ha raggiunto il livello di quote previste dal regolamento nazionale e chieda quindi che le le persone siano ridistribuite su altri territori perché noi siamo già in regola anzi abbiamo 400 persone in più”. ha spiegato. “Faremo un progetto come si deve insieme a quelli parteciperanno domani alla prima riunione – ha detto Bucci – non credo che arriveremo domani alla definizione del progetto ma gettiamo le basi per lavoratori tutti insieme”.