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“Multedo dice no”, nuova (e ridimensionata) fiaccolata contro il centro migranti. Nell’ex asilo intanto arriva una torta di benvenuto foto

"Questo corteo è apartitico e contro la chiusura dell'asilo" sottolineano gli organizzatori. Contestazioni pacifiche con il contropresidio e nella 'rossa' Sestri ponente

Genova. Da una parte la fiaccolata silenziosa dei residenti di Multedo contro il centro di accoglienza migranti nell’ex asilo Villa Govone, dall’altra un presidio antifascista e antirazzista dal quale sono partite urla e cori della resistenza. A sfilare con le fiaccole sono però questa volta meno 200 persone (contro le 600 di una settimana fa) ad indicare che, come sempre accade, quando un centro di accoglienza effettivamente apre, la gente pian piano se ne fa una ragione e si dimentica della stessa esistenza. Anche nel contropresidio, indetto solo da Rifondazione e Pcl ma a cui hanno partecipato anche esponenti dell’assemblea antifascista e dell’Arci, i manifestanti sono meno dell’altra volta, un segno che la tensione sulla questione deve cominciare a calare.

multedo migranti fiaccolata

Ad aprire la fiaccolata striscioni come “Multedo dice NO” e “La fiducia non si acquista con la forza, Papa Wojtyla”. “Questa battaglia è per il nostro asilo, non contro i migranti” le parole di una delle portavoce del comitato.

L’ennesimo momento di protesta nel quartiere del ponente cittadino dove la battaglia di comitati e singoli cittadini contro l’apertura di una struttura di accoglienza della Curia ha perso i confini della sindrome “Nimby – not in my backyard” e si è ampliata e politicizzata sempre di più prender il via poco dopo le 19.30 dai giardini Lennon in direzione Sestri ponente questa volta.

“Vogliamo fare un corteo silenzioso, e lo ripetiamo, siamo apartitici” hanno detto gli organizzatori della fiaccolata che, dai giardini John Lennon a Multedo, si è diretta a Sestri Ponente, in piazza Baracca. La precisazione dopo l’annuncio della partecipazione all’iniziativa, anche se senza bandiere, di alcuni movimenti di estrema destra come CasaPound. Motivo per cui, appunto, si era organizzata una contro-manifestazione.

Ma la scelta di dirigersi verso Sestri la rossa forse non è delle migliori. Prima di entrare in via Sestri i primi cori “razzisti”, stessa cosa a metà della via, mentre a sbarrare piazza Baracca ci sono un paio di militanti dell’Anpi che danno dei volantini per il corteo di sabato 28 ottobre e con la loro presenza impediscono di fatto ai manifestanti con le fiaccole di entrare nella piazza “dove c’è una lapide – spiega Loris Viari – che ricorda chi ha combattuto affinché anche persone come queste potessero manifestare il loro pensiero. Ma lì il corteo razzista non deve arrivare”.

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Intanto, nel centro di via delle Ripe, i richiedenti asilo che questa sera sono stati precauzionalmente fatti rientrare in anticipo in modo da non incontrare il corteo hanno ricevuto un piccolo dono: una torta decorata con scritto “Benvenuti ragazzi”. E una fetta di dolce da assaggiare in giardino serve a far dimenticare la protesta che si svolge fuori.