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Lavori in corso

Migranti a San Benigno, procede il cantiere per il Cas nell’ex bocciodromo: la protesta scalda i motori

La struttura potrebbe essere consegnata a gennaio, con almeno tre mesi di ritardo: potrebbe ospitare tra 130 e 200 persone

Genova. Sulla scheda informativa all’ingresso del cantiere, presso l’ex bocciodromo di San Benigno, si legge che i lavori avrebbero dovuto concludersi il 6 settembre. Ma alcuni ritardi coincisi, solo casualmente, con il periodo pre elettorale, hanno fermato per qualche mese i cantieri per la realizzazione di un Cas, un centro di accoglienza straordinario, per richiedenti asilo.

Adesso i lavori sono ripartiti e anche se non si vedono grandi passi avanti rispetto a come era la struttura fino all’anno scorso dal cantiere – portato avanti dall’azienda che ha vinto il bando della Prefettura, la genovese Tecnoedile srl – gli stessi operai parlano di chiusura dei cantieri a dicembre e di consegna al committente a gennaio 2018.

A raccontarlo è Davide Rossi, consigliere comunale della Lega Nord che, da tempo, si batte contro la realizzazione del Cas di San Benigno tra i promotori, nei mesi scorsi, di una petizione che aveva raggiunto 4000 firme. “Ho compiuto un sopralluogo a San Benigno e il capo-cantiere mi ha spiegato quali siano i tempi”. Non solo. Rossi racconta che, secondo le sue informazioni, il progetto iniziale che prevedeva di ospitare 130 migranti sarebbe stato modificato per ospitarne fino a 200.

cas migranti san benigno bocciodromo

Possibile che, semplicemente, si sia fatto in modo di ricavare più spazio possibile all’interno di quello che, più che un centro di accoglienza, ha tutto l’aspetto di un parcheggio interrato. Dalla Prefettura di Genova, d’altronde, non è mai arrivata alcuna informazione in merito a un aumento dei posti letto nell’ex Bocciodromo.

Con un investimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di circa 465 mila euro, il Cas avrebbe dovuto essere pronto a settembre per ospitare i migranti che si trovavano alla Fiera di Genova, poi trasferiti al Seminario del Righi e, per ora in minima parte, all’ex asilo Govone di Multedo.

Ed è proprio al quartiere del ponente, e alle proteste che lì hanno preso forza, che pensano i cittadini di Sampierdarena e i commercianti della zona. A scatenare quelle che sono più che perplessità è la collocazione isolata del Cas, in un’area già a rischio degrado e criminalità (prostituzione e spaccio, innanzitutto) e il fatto che si trovi vicino al porto.

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