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Migranti a Multedo, M5S: “Ancora una decisione imposta dall’alto”

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Genova. Anche il gruppo Movimento 5 Stelle in Comune a Genova interviene sulla vicenda dei migranti a Multedo. “Ancora una volta una decisione imposta dall’alto senza prendere minimamente in considerazione opinioni, esigenze e sentimenti di coloro che vivono il territorio ogni giorno e ne conoscono le criticità meglio di chiunque, i cittadini. Con lo spostamento di 50 migranti a Multedo, all’ex Asilo Govone, il sistema delle Istituzioni italiane dimostra di nuovo la sua inadeguatezza nel gestire in maniera seria e corretta l’integrazione in questo Paese. Noi del MoVimento 5 Stelle ci opponiamo non di certo all processo di integrazione , ma a questa continua mancanza di rispetto nei confronti delle comunità locali”, si legge in un comunicato.

“Multedo è una realtà che vive ogni giorno – dicono i 5 Stelle – tante problematiche a seguito del pressoché totale abbandono da parte delle Istituzioni e non ci sembra il luogo idoneo per uno spostamento così imponente. Avremmo preferito che si fosse proceduto con un dialogo tra Comune, Curia e Prefettura, per dislocare su più realtà questo trasferimento, facilitando l’inserimento nel contesto sociale e garantendo maggior dignità ai migranti stessi.
In tutto questo, la Curia svolge ancora una volta un ruolo ambiguo. Così come per l’ospedale Galliera l’intenzione, con il nuovo progetto, è quella di tradire il lascito della marchesa Maria Brignole Sale e la perpetua destinazione ad uso ospedaliero, anche per l’asilo Ex Govone non viene rispettato il lascito della contessa Adele Govone che cedette l’edificio alla congregazione Savona a patto che fosse destinata ad ospitare un asilo infantile. Riteniamo che la Curia non possa ignorare così un testamento che ha anche un valore giuridico”.

“Infine ci chiediamo e vorremmo sapere se il Sindaco Bucci – si legge ancora nell’intervento – fosse a conoscenza di questo spostamento e per questo porteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale, perchè al di là delle promesse e delle ruspe della campagna elettorale, queste imposizioni dall’alto senza coinvolgere associazioni e comitati di quartiere sono una pratica al quale eravamo già tristemente abituati negli anni precedenti”.