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Migranti Multedo, levata di scudi e proteste contro la frase di Garassino

Genova. “Il primo accattone che vedo lo prendo a calci nel sedere”. Non si ferma l’eco di proteste contro le parole pronunciate ieri dall’assessore alla Sicurezza del comune di Genova, Stefano Garassino. Dal gruppo PD comunale una dura condanna: “le parole dell’assessore Garassino non hanno niente di politico ma sono solo istigatrici di violenza”.

“Ora però deve esserci un chiarimento politico immediato per il quale stiamo chiedendo Commissioni Consiliari – scrive oggi la capogruppo Cristina Lodi sul suo profilo FacebookIl Gruppo della Lega in Comune condivide l’atteggiamento violento e razzista di Garassino? L’assessore Fassio ai servizi sociali sta zitta perche condivide la violenza di Garassino? Vogliamo queste risposte! E le abbiano già chieste”.

“Una frase da irresponsabile estremista che rischia di alimentare in città un clima pericoloso – rincara sempre oggi Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria -Mi auguro che prendano le distanze dalle sue affermazioni, altrimenti siamo davvero di fronte a una deriva pericolosa. Soprattutto il sindaco Bucci, che governa tutta la città e non solo una parte”.

E in giornata arriva anche la nota a firma MoVimento 5 Stelle “Ci siamo dichiarati contrari al metodo con cui si è proceduto per il trasferimento dei migranti all’ex Asilo Govone a Multedo, con un accordo silenzioso tra Prefettura e Curia, senza consultare il Consiglio Comunale né tantomeno i Municipi o i cittadini residenti.
Tuttavia riteniamo inqualificabili le parole espresse ieri dall’Assessore Garassino, non è una battuta, ma l’espressione del più bieco e intollerante approccio nei confronti di una questione delicata come questa. La scuola delle ruspe targata Salvini è una delle peggiori espressioni politiche dell’era moderna”.

“Non c’è atto più vile per un uomo che prendersela con i più deboli. Perché in qualsiasi contesto storico, i migranti sono quasi sempre vittime, oltre ad esseri umani, vittime la cui unica colpa è di essere nati in contesti sociali ed economici infelici. Vittime spesso delle scelte opportunistiche di certe politiche estere spietate, e politiche interne di sfruttamento intensivo. Da un uomo di Stato dobbiamo pretendere sempre questa consapevolezza, non possiamo lasciare che l’intolleranza e l’odio diventino un mezzo di espressione per le nostre Istituzioni”, afferma il capogruppo pentastellato a Tursi, Luca Pirondini.

Incalza Alice Salvatore, capogruppo in Regione, “Inutile partecipare al Family Day, caro Garassino, per poi dimenticare i valori cristiani più importanti, del rispetto del prossimo e della carità verso gli ultimi. Vorremmo sentire dal Sindaco Bucci, che ha usato parole ben diverse durante la campagna elettorale nei confronti del problema dell’immigrazione, un richiamo ufficiale e delle scuse a tutti i genovesi, che siano un segnale di civiltà per la cittadinanza. Si adoperino per trovare soluzioni durature e utili invece di parlare a vanvera offendendo la sensibilità dei cittadini. Sono stati eletti per ricercare e realizzare soluzioni non per fare dannose e inutili sparate da spacconi.”

Sulle barricate per la frase ritenuta “agghiacciante”, il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione“.

“Chiaramente un pensiero minaccioso dell’Assessore alla Sicurezza Garassino a cui vogliamo ricordare che per accattoni si intendono “persone” che vivendo sulla strada chiedono la carità. Quello che però preoccupa è che lui dovrebbe rappresentare la Sicurezza per tutti, anche per noi Migranti a Genova, dare un esempio per tutti anche a livello ligure, ma ieri ha fallito con una riflessione molto aggressiva e violenta nei confronti di chi estremamente indifeso e vulnerabile, rendendosi di una bassezza culturale ed umana più unica che rara. È incredibile che, nell’anno 2017, si possano sentire le parole tanto scadenti e vergognose rivolte a chi ha già perso tutto nella propria vita e che anziché essere umiliato pubblicamente da un Assessore, avrebbe bisogno di atti di Solidarietà e di soccorso”, commenta Aleksandra Matikj, la Presidentessa del Comitato.

“Ci auguriamo che in Liguria che frasi come queste non vadano mai più pronunciate, anche perché, diversamente, ci troveremo ad esporre i fatti alle Autorità giudiziarie”, conclude la Matikj.