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Tra le tute blu stanche ma soddisfatte: “Una briciola in un panino, ora il Governo dica cosa vuole fare davvero” fotogallery

Gli operai dell'Ilva: "La lotta paga, ma sappiamo che non è finita qui"

Genova. Sono rientrati in corteo nello stabilimento di Cornigliano stanchi ma soddisfatti i lavoratori dell’Ilva di Cornigliano. Soddisfatti perché comunque è innegabile che quella di oggi sia stata una vittoria: “E’ una briciola in un panino certo – commenta Luciano Costella, entrato all’Ilva nel 1989 – ma intanto il governo è tornato indietro e oggi abbiamo visto una bella Genova in piazza perché c’erano i rappresentanti di tutti i lavoratori anche se lo sciopero era solo nostro”.

E se fosse solo una vittoria effimera? “E’ quello che temiamo, per questo noi ora torniamo sulle montagne pronti a scendere giù se l’accordo di programma di Genova non verrà rispettato”. Fabio Rotella all’Ilva è arrivato invece nel 2003, al di là degli esuberi, se si dovessero mantenere le condizioni di lavoro chieste da Am Investco perdere circa 250 euro al mese “che su un bilancio familiare sono pensanti” dice.

“Oggi è successo qualcosa che non abbiamo capito bene visto che lo Stato prima firma con i commissari la lettera con Mittal e poi la straccia con un vertice di 15 minuti. Vogliamo capire cosa vuole fare lo Stato prima che Mittal e se non avremo risposte la prossima settimana torneremo in piazza”. “Non molleremo mai – aggiunge Pantaleone Di Martino, entrato all’Ilva nel 2005 nell’ultima tornata di assunzioni arrivate prima di quell’accordo di programma che oggi qualcuno ha provato a cancellare – sappiano che dopo la lettera ritirata oggi ne arriverà un’altra magari con solo qualche piccolo correttivo. E ci ritroveranno qui”.