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La massoneria genovese dischiude le porte del “tempio”: sabato e domenica sede aperta ai curiosi

Tra le iniziative anche l’apertura di un ambulatorio dentistico gratuito per i cittadini meno abbienti

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Genova. Trasparenza e solidarietà sembrano essere queste le “parole d’ordine” dei massoni genovesi del Grande Oriente d’Italia che, da domani, apriranno le porte della sede di Genova, in via La Spezia 7, a Sampierdarena, per far conoscere ai cittadini i due templi che sono ospitati all’interno, e che, a breve, realizzeranno un centro dentistico, in via Berghini, per le persone che hanno difficoltà economiche.

Tempio massonico Genova

A renderlo noto il Gran Maestro Stefano Bisi che, nel corso della conferenza stampa ha anche spiegato alcune novità importanti, come la possibilità di entrare in contatto con i “liberi muratori” (massoni, come mason in inglese, significa muratori, carpentieri) anche attraverso il web. “Prima per avvicinarsi alla massoneria era necessario conoscere un nostro fratello e iniziare il percorso. Oggi, invece, attraverso la nostra pagina internet – spiega il Gran Maestro – è possibile entrare in contatto direttamente”.

“La libera muratorìa è sempre stata al passo con i tempi, restando però fedele ai principi fondanti – spiega Bisi – che si basano sul trinomio liberta, uguaglianza e fratellanza. Ai tempi del web, della società liquida, servono connessioni tra gli uomini, e queste possono avvenire nelle nostre logge. Resta la ritualità, attraverso la quale si costruisce il tempio interiore. E attraverso una ritualità sentita si può imparare a parlare uno alla volta, come avviene nei nostri templi”.

E allora nei due tempi genovesi, tutti e due nella sede di via La Spezia, che mantiene anche molto cimeli storici, si trovano i segni di questa ritualità. Dal triangolo, il simbolo della perfezione, al cielo stellato, che dimostra come dovremmo essere sereni nelle opere, al pavimento sospeso, dalle tre pietre, che rappresentano la crescita spirituale dei confratelli.

Fino ad arrivare alle spade, una per ogni sedile, che rappresentano l’unità dei fratelli a difendere il diritto di ognuno a esprimere il propio pensiero, o al libro sacro, che prima era la Bibbia ma che, essendoci fratelli con confessioni diverse, può essere anche il Corano o la Thora’.