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Genova, mattoni e vernice rossa sulle sedi dell’ultradestra: “Nessuno spazio ai fascisti” fotogallery video

Cemento e mattoni per chiudere simbolicamente la sede in via Serra, poi il corteo antifascista in via Montevideo

Genova. Cemento e mattoni per chiudere, ancora prima che apra, la sede di Lealtà e Azione/La Superba in via Serra a Genova.
Comincia con un’azione più che simbolica il presidio antifascista convocato dall’assemblea davanti alla sede dell’associazione culturale La Superba. In piazza appartenenti soprattutto all’area antagonista.

corteo antifascista 7 ottobre

“Diciamo ai residenti – hanno spiegato dl microfono – che se accettano una sede di fascisti vicino a casa ci avranno qui tutti i sabati”. L’azione si è svolta senza tensione, seguita a distanza dalla Digos.

Sul muro della sede anche un volantino che associa padre Assarotti a Hitler per condannare la scelta dei padri Scolopi di aver affittato uno spazio a un movimento di estrema destra.

Unico rappresentante istituzionale in piazza il consigliere regionale di Sinistra italiana Gianni Pastorino, poi rappresentanti di Rifondazione, Cobas, Pcl, Partito comunista. A Genova anche una delegazione di antifascisti savonesi che per il 14 ottobre hanno organizzato un corteo.

Dopo un’ora di presidio i manifestanti si sono mossi in corteo in direzione Brignole per raggiungere via Montevideo dove al 53-55r Casapound ha affittato un negozio per trasformarlo nella sede genovese.

I manifestanti in questo caso si sono limitati ad apporre uno striscione: “Nessuno spazio ai fascisti”. Sulle saracinesche dell’ex negozio dove i militanti di Casapound stanno terminando i lavori in vista di un’inaugurazione dalla data ancora incerta, scritte in vernice rossa: “infami” e “antifa”. La manifestazione si è poi conclusa in piazza Alimonda.

“Saremo di qui di giorno, di notte per impedire che queste sedi aprano” hanno detto i manifestanti al microfono, lanciando poi un appuntamento per lunedì intorno alle 9 nella zona del terminal traghetti a supporto della lotta degli operai Ilva contro i 600 esuberi annunciati nello stabilimento di Cornigliano.