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Medicina e società

Dagli operai agli anziani, il nuovo ruolo del centro grandi ustionati

Genova. Dagli operai delle acciaierie di Cornigliano, che si bruciavano lavorando all’altoforno, alle persone anziane che si feriscono nell’accendere i fornelli. Anche il centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova, può essere lo specchio del cambiamento di Genova. Negli anni, infatti, il ruolo di questo centro di eccellenza, che era nato proprio al centro della città produttiva, tra Italsider, Ansa.do e Italimpianti, ha cambiato il suo ruolo sociale

“Il paziente tipo, oggi, e’ la persona anziana ustionata – spiega Giuseppe Perniciaro, direttore del Centro Grandi Ustionati e Chirurgia Plastica – perché e’ la tipologia del territorio a essere cambiata. Negli anni ‘60 c’erano tanti operai e quindi Le problematiche erano quelle degli incidenti sul lavoro. Oggi che la popolazione si è spostata più verso i 70 anni abbiamo pazienti più complessi, perché hanno tante altre patologie associate essendo anziani, che hanno incidenti domestici”.

E, per lo stesso motivo, cambiano anche le zone da cui provengono le persone ustionate. Se prima, infatti, erano i lavoratori del Ponente o della Valpolcevera adesso, oltre agli incidenti sul lavoro, sono le persone che vivono nell’immediato entroterra genovese e che sono abituati alla vita contadina a ustionarsi con maggiore facilità. “Ci sono persone che si bruciano – prosegue Perniciaro – perché accendono la stufa di casa con l’alcool. Per fortuna le terapie sono migliorate e, sopratutto, sono diventate più tempestive. E se si agisce velocemente ci sono più chance che i pazienti si possano salvare”.

Ma il centro di Villa Scassi, per le sue peculiarità di eccellenza si è trovato, negli ultimi anni, a dover fronteggiare anche un altro fenomeno particolarmente grave, come quello delle donne ustionate con l’acido dai famigliari. A Genova, finora, ci sono stati casi provenienti da altre regioni, e si è sviluppato, principalmente, tra le popolazioni indiane.

“Nel momento in cui una donna non serve più, o non è più all’altezza del marito, può essere sfregiata – spiega Perniciaro – e questa è una cosa tremenda che loro fanno con una tranquillità incredibile. L’ultima è stata una ragazza che è stata da noi più di un mese. La ragazza e’ guarita – conclude – anche se i segni delle ustioni difficilmente vengono cancellati. Ma la ragazza è ritornata nella sua famiglia”.

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