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Ceranesi, bracconiere pizzicato e denunciato dalle guardie volontarie del Wwf

Usava un apparecchio che emetteva suoni per sparare a merli e tordi, ma quel sistema era vietato dalla legge

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Genova. A Ceranesi, nell’entroterra di Genova, le guardie venatorie dei Wwf, alle 8 di questa mattina, hanno individuato un cacciatore che, mentre era in appostamento per sparare a uccelli migratori, faceva uso di un richiamo elettroacustico vietato dalla legge.

E’ successo in località Gaiazza. Il Wwf ricorda che “la caccia con uso di richiami registrati di specie animali è proibita dalla normativa nazionale perché attira in modo innaturale le prede a tiro di fucile, essendo suscettibile
di provocare eccessivi danni al patrimonio faunistico, e costituisce reato contravvenzionale”.

Il cacciatore “beccato” dalle guardie venatorie volontarie Wwf, che aveva abbattuto vari tordi e merli dopo aver azionato con un radiocomando a distanza il registratore camuffato nelle vicinanze del proprio appostamento, risultava inoltre recidivo, in quanto era già stato denunciato altre due volte per lo stesso reato, commesso nella stessa area.

I volontari dell’associazione ambientalista hanno chiamato i Carabinieri, e sono intervenuti i Forestali della stazione di Arenzano, per il sequestro penale del fucile, del richiamo elettroacustico coi canti registrati e della
selvaggina illecitamente abbattuta, con la conseguente stesura degli atti per la Procura della Repubblica.

“Dopo lo smantellamento del servizio di polizia provinciale ad opera della precedente amministrazione della Città Metropolitana di Genova – dicono dal Wwf – e visto che solo 7 dei 40 agenti genovesi in servizio sono stati assorbiti nei ruoli della Regione per compiti di vigilanza ittico-venatoria, ma spesso destinati solo al contenimento del cinghiale, le guardie volontarie sono costrette a un impegno aggiuntivo per contrastare gli illeciti venatori”.