Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Case popolari, Arte celebra i 110 anni: “Basta nuove costruzioni ma edilizia sostitutiva”

La Diga di Begato portata come esempio di "manutenzioni impossibili", e rispunta ipotesi abbattimento

Genova. “La Diga è uno dei punti più difficili perché qui parlare di problemi manutenzione sembra quasi fuori luogo. Esistono altri tipi di problemi che possono essere risolti solo ripensando a un edilizia sostitutiva”. Girolamo Cotena, amministratore delegato di Arte, a margine delle celebrazioni per i 110anni dalla fondazione, candida l’agenzia a intervenire sulla cosiddetta “Diga” di Begato, per la quale sarebbero necessari interventi radicali.

palazzo begato

Si tratta, infatti, di due grandi edifici in Val Polcevera, per un totale di oltre 500 appartamenti, diventata simbolo del disagio abitativo. “Abbiamo già detto al Sindaco di Genova, Marco Bucci, che Arte è disponibile a fare uno studio tecnico economico, anche di fattibilità sociale, per questo grand progetto. Ma è chiaro che l’ultima parola spetta all’amministrazione comunale. Noi ci rendiamo disponibili a fare questo studio e, in funzione dei risultati, l’amministrazione potrà decidere”.

“Arte guarda al futuro ma lo deve fare, sotto molti punti di vista, cambiando rotta e metodo”, ha commentato Marco Scajola, assessore all’edilizia della Regione Liguria, “Purtroppo, anche per ragioni di necessità, si sono fatte politiche che hanno portato alla costruzione di edifici a volte poco adeguati – spiega – in qualche caso veri e propri ghetti. Noi vogliamo che l’edilizia residenziale popolare sia migliore e metta nella condizione tanto cittadini, che sempre più spesso hanno bisogno di alloggio, di vivere in case e in quartieri dignitosi. Per questo stiamo investendo in questo settore e, sopratutto a Genova, partiranno interventi di riqualificazione importanti”.

In oltre un secolo di attività l’istituto autonomo di case popolari, nato per dare casa a chi andava a lavorare nelle grandi fabbriche, ha cambiato nome, diventando Arte, e in un certo senso ruolo. “Oggi abbiamo altre esigenze – spiega Girolamo Cotena – Arte deve pensare più alla casa come servizio che come struttura. A Genova abbiamo circa 2mila nuclei familiari in attesa di una casa e solo l’1% di abusivismo, contro il 20 % del centro sud, ma questo non giustifica nuove costruzioni bensì ci spinge a razionalizzare il nostro patrimonio”.

Razionalizzazione che può passare attraverso l’edilizia sostitutiva, la manutenzione straordinaria degli edifici., ma anche liberando grossi spazi che spesso sono utilizzati da persone anziane, sole, che potrebbero trovare collocazioni migliori dal punto di vista dei servizi. “Arte sta pensando alle Smart Home – prosegue Cotena – anche perché abbiamo anziani che avrebbero necessità di case magari più piccole in quartieri più comodi rispetto a quelli collinari, dove a volte è anche difficile fare la spesa”.

Nel corso della giornata è stata anche assegnata la medaglia conferita alla memoria di Alessandro Floris, commesso di IACP ucciso nel 1971 durante una rapina. “Un vero impiegato eroe – ha spiegato Giovanni Tamburino, Vice Presidente di Federcasa – che ha saputo difendere la sua azienda pagando con la vita”.