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Case del diavolo, fate malefiche, processioni di monache fantasma: viaggio da brivido tra le leggende di periferia

Non solo i vicoli del centro storico racchiudono storie di fantasmi: da Voltri, a Sampierdarena, alle alture: qualche storia da spendervi in questa notte di Halloween

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Genova. Voglia di fantasmi? Siete accontentati. Genova, con Torino e Milano, rientra nel cosiddetto “triangolo esoterico” italiano. E anche per i più scettici non sarà difficile appassionarsi ad alcune delle leggende più misteriose che risiedono nel passato di molti quartieri cittadini, molti in zone di periferia. Per questa notte di Halloween 2017, ne abbiamo scelte alcune.

Sestri Ponente, dalla casa del diavolo all’abbazia abbandonata di Cassinelle. Nella urbanissima via Siffredi, poco dopo lo svincolo dell’autostrada, esiste un edificio conosciuto come Ca’ Rotta (casa rotta), che si dice essere stata costruita da un seguace di Satana. Per quel motivo la casa, di fatto, non è mai stata completata.

Bisogna salire verso il monte Gazzo, in località Bianchetta (è il capolinea dell’autobus), di notte o al crepuscolo per poter vedere alcune fiammelle danzanti nell’aria. Sarebbero fate. Il luogo però mantiene un’aura negativa. Non è un caso se purtroppo, ancora oggi, viene scelto da persone intenzionate a togliersi la vita.

Solo per i più sportivi, si può invece tentare un’escursione all’abbazia abbandonata di Cassinelle.  Fondata nel 1308, ma abitata da alcuni frati eremiti già nel 1200, era stata scelta dalla famiglia Grimaldi per costruirvi le proprie tombe. Per questo, sotto i ruderi della chiesa, si dice sarebbe nascosto un tesoro. Per trovarlo, però, bisogna superare una stanza con oltre 30 fosse funebri.

Acquasanta. Di “santo”, c’è proprio poco. Le sorgenti sulfuree, d’altronde, fanno subito pensare agli inferi. E proprio l’edificio che ospita le terme corrisponde a una Cà du Diau (casa del diavolo), dove si aggirerebbe, talvolta, una figura alta e vestita di nero, con gli zoccoli che spuntano al posto dei piedi.

La Casa delle anime sulla Cannellona. Si tratta di una strada che da Voltri sale verso i monti.  Un tempo, la Ca’ de anime era l’unica locanda della zona. La leggenda racconta che il gestore era solito uccidere e derubare i suoi clienti più danarosi. Anche i camerieri e gli aiutanti facevano parte della banda. Il brigantaggio, a quei tempi, era roba seria. Resta il fatto che ancora oggi gli abitanti del ponente a conoscenza della leggenda evitano accuratamente di avvicinarsi all’edificio. Chi vi abitò, in passato, racconta di oggetti che si spostavano e del fantasma di una fanciulla alla ricerca del suo amante.

Bruco, il degrado del fratello minore

Salita degli Angeli e la processione delle monachelle. La mattonata che da Di Negro sale verso Mura degli Angeli e il cimitero della Castagna, di notte, viene animata dagli spiriti delle monache che dal centro salivano a pregare per il cimitero degli appestati, realizzato dopo il 1650 appena fuori le mura cittadine. In cima alla strada, esiste un edificio adornato da un portale d’ingresso, conosciuto come “la casa dei becchini”.

Mantenendosi sulle alture, bisogna spostarsi al parco del Peralto, a forte Sperone. Roccaforte maledetta sin dalla costruzione (si verificavano crolli improvvisi e misteriosi), a renderlo lugubre sono in parte i trascorsi di prigione, luogo di torture, dall’altra il racconto che, durante una seduta spiritica, un demone evocato confessò di avere ucciso una ragazza. Il cadavere, ormai ridotto a ossa, venne trovato nel luogo indicato dal fantasma.