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Carlo Felice, un caffè contro il degrado e una music hall nei locali dell’ex diurno

Erano diventati spazi occupati da persone senza fissa dimora

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Genova. Genova riconquista il suo “salotto buono”, la galleria del Teatro Carlo Felice, da troppo tempo abbandonata al degrado, e ritrovo di persone senza fissa dimora, e per farlo sceglie la via più bella, quella di riaprire, dopo 10 anni di abbandono, lo storico “Caffè del Teatro”. Una scelta che non vuole entrare in concorrenza con gli esercizi commerciali che sono sul territorio ma che vuole dare un segnale di vicinanza del teatro con la città.

Caffè del teatro carlo felice

“Con le nostre oltre 200mila presenze che abbiamo durante l’anno – spiega il sovrintendente Maurizio Roi – diamo molto lavoro a bar e ristoranti della zona. Con questa apertura abbiamo voluto riportare il teatro al suo stato originario, ristrutturandolo con la consulenza del dipartimento di architettura e design dell’Università perché questo è un pezzo della storia architettonica moderna del nostro paese”.

“La galleria era effettivamente un luogo in cui, spesso, chi viene a teatro o chi passeggia, si trova in una situazione imbarazzante. E con tutto il rispetto per le persone che hanno problematiche, abbiamo pensato che il modo migliore per risanare è quello di far vivere le zone. E noi pensiamo che avere un bar possa contribuire a rendere più godibile l’ingresso del teatro e delle aree circostanti”.

La riapertura del bar, comunque, è solo un primo passo di un progetto di risanamento più ampio. “Stiamo cercando di fare in modo che il teatro – prosegue Roi – sia luogo di cultura e incontro per la città. La prossima tappa sarà la trasformazione dell’ex diurno, che ci è stato donato dal Comune, in un club musicale”.

“Stiamo cercando proposte da privati che siano interessati a ristrutturarlo per farne un nuovo luogo di incontro della città. Pensiamo che si possa uscire da teatro, dopo avere visto la Norma – conclude Roi – e andare a bere una birra ascoltando la musica jazz, e questo sarà possibile quando avremo fatto questa operazione”.