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Canoni per piccoli consorzi idrici, Garibaldi (Pd): “Bene la riduzione dei costi, ora tutelare i privati colpiti dai rincari”

In un anno i canoni sono passati da poche centinaia a migliaia di euro, con un rischio anche per la tutela del territorio

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Genova. Il tema dell’aumento dei canoni idrici è stato affrontato in consiglio regionale con un’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Luca Garibaldi.

Al centro dell’intervento del consigliere d’opposizione la tutela di quei gruppi di privati, spesso singole famiglie, che – soprattutto nell’entroterra – si organizzano con piccoli sistemi di acquedotti e canalizzazione delle acque per irrigare i campi e o per usi domestici quando, come spesso accade, il territorio non è servito dell’acquedotto pubblico.

“Per tutto ciò si è sempre pagata una cifra modesta di concessione, di poche centinaia di euro al massimo – spiega Garibaldi – quest’anno invece tantissime persone hanno visto aumentare i costi in maniera fortissima, da poche decine di euro a oltre mille, per fare alcuni esempi. Questo per una interpretazione stringente della Regione della normativa in materia”.

Un’interpretazione che il consigliere chiesto di cambiare prima possibile. “I consorzi di poche persone o famiglie nel nostro entroterra sono un presidio del territorio, regimentano le acque con grande fatica – aggiunge – costringerle anche a pagare migliaia di euro invece che poche decine per farlo, significa condanne all’estinzione queste poche attività che rimangono e favorire nei fatti l’abbandono del territorio”.

La Regione ha annunciato che interverrà sulla normativa regionale per ridurre i costi. “Bene – conclude l’esponente PD – ma non basta: tutto questo deve essere fatto in tempi rapidi, già per l’anno in corso, perché moltissime persone hanno già ricevuto il computo dei canoni da migliaia di euro che devono pagare per vedersi concedere la concessione idrica”.