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Cannone di Paganini, Comune rilancia “Sì al Ducale e valorizzare con uno sponsor”

L'assessore al marketing territoriale Elisa Serafini risponde al presidente di Palazzo Ducale Luca Bizzarri

Genova. L’assessore al Marketing Territoriale, Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Genova, Elisa Serafini, valuta positivamente il dibattito creato intorno al violino di Paganini e alla proposta di Luca Bizzarri di poter esporre lo strumento all’interno di Palazzo Ducale.

“Il violino di Paganini è un oggetto storico importantissimo – sottolinea l’assessore Serafini – e abbiamo la fortuna di poterlo conservare a Genova, per volere del suo stesso proprietario, che lasciò in eredità alla sua città lo strumento più prezioso che aveva. La sua valorizzazione può passare sia da un cambio di location, ma anche e soprattutto da una sponsorizzazione da parte di un ente privato attraverso un’erogazione annuale. Secondo le nostre stime possiamo raccogliere oltre un milione di euro in 5 anni, da destinare al sostegno di borse di studio per i giovani musicisti e alle politiche culturali della nostra città”.

Un progetto che, se realizzato, consentirebbe allo sponsor di poter pubblicizzare il proprio nome sulla teca, nelle iniziative legate al violino, e inserire immagini dello strumento in spot e materiale pubblicitario.

“Le aziende – continua Serafini – pagano centinaia di migliaia di euro perché i propri brand siano associati a qualcuno, o in questo caso di qualcosa, che sia conosciuto in tutto il mondo. In questo senso il violino è meglio di un grande attore o di una top model, perché la sua fama non può essere soggetta ad alcun mutamento nel tempo”.

L’assessorato sta elaborando una proposta da sottoporre ad alcune realtà internazionali. Per le sue caratteristiche, il violino di Paganini è associabile ai concetti del Made in Italy, della qualità, dell’unicità, della precisione. Per questo motivo potrebbe risultare particolarmente interessante per aziende nel campo della moda, dei gioielli, della tecnologia, dell’automotive o dei servizi finanziari.

“Una proposta – conclude Serafini – che si inserisce in un contesto più ampio di visione delle politiche culturali come strumento di promozione della città e di reperimento di fondi privati, già avviato all’inizio del mandato”.