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Caccia allo storno, il consiglio di stato mantiene la sospensione

E respinge la richiesta di sospensione cautelare in appello presentata dalla Regione Liguria

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Genova. Resta bloccata (non si è mai aperta, di fatto) la caccia in deroga allo storno, che la Regione Liguria aveva deliberato a giugno, affinché venisse effettuata tra il 24 settembre e il 15 dicembre 2017.

Oggi il Consiglio di Stato, con Decreto cautelare n. 4610 del presidente della 3° sezione, ha mantenuto inalterata l’ordinanza del Tar Liguria dello scorso 22 settembre, che affermava che “l’istruttoria della Regione Liguria non evidenzia il pericolo di gravi danni all’agricoltura da giustificare il prelievo in deroga”.

Il ricorso iniziale era stato promosso da Lega Abolizione Caccia, Enpa e Lav. L’appello, con richiesta cautelare urgente, della Regione Liguria, spalleggiata da cinque associazioni venatorie, è stato respinto.

Gli ambientalisti parlano esplicitamente di “istruttoria sfacciatamente farlocca per favorire qualche centinaia di aficionados della contraerea agli uccelletti”, sotto le mentite spoglie della tutela dell’olivicoltura. I legali delle associazioni ambientaliste (patrocinate dallo studio Linzola di Milano) hanno infatti agevolmente argomentato davanti ai giudici del TAR: che negli ultimi 7 anni la Regione LIguria non ha mai ricevuto vere richieste di risarcimento per eventuali danni provocati dallo storno all’agricoltura; che la Regione Liguria non ha mai risarcito danni agli agricoltori per causa dello storno, né ha mai organizzato sopralluoghi per effettuare verifiche sul campo
e che la Regione non ha mai predisposto “particolari forme di vigilanza” sulla caccia in deroga, come richiesto dalla legge venatoria statale.

“Ennesima debacle regionale. Ostinazione patetica e sperpero – afferma la Lega Abolizione Caccia – già nel 2015 e nel 2016 la Regione Liguria, con altrettante sentenze definitive, era stata condannata a risarcire le spese legali (per complessivi 9.000 euro) delle stesse associazioni protezionistiche per vari vizi di legittimità, sempre riguardanti delibere “disinvolte” per consentire la caccia allo storno, definitivamente annullate dai giudici amministrativi”.

La nuova delibera della giunta regionale del 2017, sospesa, prevedeva la possibilità di uccidere in Liguria 10.000 esemplari di storno, con una quota abbattibile di 10 “capi” al giorno da parte di ciascun cacciatore autorizzato.