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Ambasciatori di Genova nel mondo: solo una donna su 31, scoppia la polemica

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Genova. Non si placano le polemiche sulla nomina degli “ambasciatori di Genova nel mondo”, novità della tradizionale cerimonia colombiana per il 12 ottobre.

Dopo i festeggiamenti per il 525° anniversario, in parallelo con il conferimento delle cariche a 31 personalità di spicco nel panorama cittadino (per vedere chi sono e cosa faranno leggi qui), è scattata la levata di scudi: su 31 ambasciatori, solo una, infatti, è donna.

Immediata la reazione di Se Non Ora Quando Genova che con una nota oggi esprime “delusione e rabbia”.

“Dispiace ancora di più per il fatto che il nostro Sindaco, alle domande di Snoq Genova su questioni di parità di genere, si era detto non solo favorevole a un sano bilanciamento di sguardi, ma che per la sua storia personale, storia che lo aveva visto oltre oceano per molto tempo, questa attitudine era per lui del tutto naturale – scrive il coordinamento – In effetti, con amara ironia, possiamo dire che constatiamo che dalle parole ai fatti passa davvero un oceano! Le donne ci sono abituate, purtroppo! Tale scelta però oggi non passa inosservata: le cittadine e, come auspichiamo, anche molti cittadini genovesi si sentiranno offesi e indignati che Genova nel mondo sia rappresentata solo da maschi e non resteranno indifferenti di fronte a questa scelta politica così importante e significativa”.

E anche su Facebook i commenti sulle varie bacheche non mancano. “Una constatazione – scrive Gianni Crivello consigliere Pd a Tursi – ognuno la interpreti come crede……Giunta comunale: 7 uomini – 5 donne Consiglieri Delegati: 6 uomini – 1 donna Ambasciatori di Genova: 30 uomini – 1 donna”.

Amareggiata anche una delle amministratrici di “Genova contro il degrado”, pagina Facebook molto attiva in città da cui spesso partono denunce, ma anche proposte per l’amministrazione. “Come donna, madre, lavoratrice, mi illudevo di un cambiamento di mentalità, di una modernità e apertura mentale diversa, da chi professa internazionalità e meritocrazia”, commenta Anna Maria Scotto.

Scelta sessista o meritocrazia?. Il dibattito è (sempre) aperto.