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“Aboliamo le Prefetture”, parte la petizione del Partito Nazionale Pesionati

"Un organo anacronistico che impedisce ai sindaci di governare le città"

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Genova. La Segreteria Provinciale di Genova del Partito Nazionale Pensionati comunica rilancia anche nel capoluogo ligure la campagna nazionale per l’abolizione delle prefetture, considerate dal partito una intromissione dello stato centrale nelle gestione amministrativa dei territori.

“I Prefetti e le Prefetture furono istituite da Napoleone per meglio controllare i territori conquistati dal suo impero,mantenute e potenziate durante il “ventennio” aumentandone i poteri – si legge nel comunicato stampa divulgato in queste ore – già nel 1944 Luigi Einaudi ne chiedeva l’abolizione. Riteniamo che fintanto esisteranno in Italia Prefetti e Prefetture la deliberazione e l’attuazione non spettano ai Sindaci, ai presidenti di Municipio e delle Regioni ma sempre e soltanto al Governo centrale.

Secondo questa interpretazione, quindi, il Ministro dell’Interno, da cui dipendono le prefetture, è il “vero padrone della vita amministrativa: attraverso le prefetture, il governo centrale approva o non approva i bilanci comunali, ordina l’iscrizione di spese di cui i cittadini farebbero a meno, cancella altre spese ritarda l’approvazione e intralcia il funzionamento dei corpi locali”

Un’impostazione che impedisce quindi a chi governa pro tempore gli organi amministrativi locali, con mandato popolare democraticamente stabiliti, di esercitare pienamente il “potere”. Per questo motivo il Partito Nazionale dei Pensionati chiede di abolire “queste figure anacronistiche ed inutili”, attraverso una petizione popolare che inizierà nei prossimi giorni.