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Terrorismo, il punto critico per Genova? Secondo il questore è il porto

La procura genovese ha indagato una quindicina di persone per terrorismo internazionale, diversi hanno contatti con la moschea di Sampierdarena

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Genova. C’e’ un sorvegliato speciale a Genova su cui la polizia ha da tempo concentrato l’attenzione. E’ il porto della citta’, porta sul Mediterraneo e per l’Europa, dal quale partono e arrivano le navi dall’Africa. “Da lì – spiega in un’intervista ad Ansa il questore di Genova Sergio Bracco – passa di tutto e questo lo rende un obiettivo del quale dobbiamo preoccuparci. Ogni estate transitano dai 20 ai 30 mila passeggeri su quelle rotte e merci di ogni tipo. Per questo abbiamo intensificato i controlli dentro il porto”.

Dopo l’attentato a Barcellona anche a Genova “il livello di attenzione è estremamente alto – dice il questore – anche se non abbiamo segnali di minacce concrete. Ovviamente dalla magistratura e dall’intelligence sappiamo che ci sono persone che danno segni di radicalizzazione. Ma il lavoro fatto dalle forze di polizia e dalla procura è intenso”.

La procura genovese ha indagato una quindicina di persone per terrorismo internazionale, diversi hanno contatti con la moschea di Sampierdarena dell’imam Mohamed Naji (è indagato). Per quanto riguarda la sicurezza in città, si è già provveduto a installare i new jersey e fioriere in alcune vie principali “altri dissuasori saranno installati in corso Italia e nella centrale via XX Settembre, diventeranno parte dell’arredo urbano, bisognerà progettarle e pensarle in modo che siano gradevoli alla vista”.

La sicurezza di Genova passa anche dal centro storico e dai problemi legati alla microcriminalità. Una battaglia che ha già iniziato a dare i suoi frutti. “I reati consumati sono in calo e sono aumentati gli arresti. Ma questo non è la soluzione dei problemi e capisco le difficoltà dei residenti perché il centro deve essere vivibile. Non basta però solo la forza di polizia per risolvere le criticità. Occorre un intervento strutturato anche dell’amministrazione. La zona va risanata, anche solo partendo da piccole porzioni: risanare i palazzi, incentivare la riapertura delle attività commerciali possono essere un’arma efficace contro il degrado e la criminalità”.